Penso a Colori

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Non cambiare Luglio 29, 2006

Archiviato in: Senza Categoria — pensoacolori @ 6:09 am

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“Per anni sono stato un nevrotico. Ero ansioso, depresso ed egoista. E tutti continuavano a dirmi di cambiare. E tutti continuavano a dirmi quanto fossi nevrotico. E io mi risentivo con loro, ed ero d’accordo con loro, e volevo cambiare, ma non ci riuscivo, per quanto mi sforzassi. Ciò che mi faceva più male era che anche il mio migliore amico continuava a dirmi quanto fossi nevrotico. Anche lui continuava ad insistere che cambiassi. E io ero d’accordo anche con lui, e non riuscivo ad avercela con lui. E mi sentivo così impotente e intrappolato. Poi un giorno incontrai una persona che mi disse:”Non cambiare, rimani come sei. Non importa se cambi o no. Io ti amo così come sei, non posso fare a meno di amarti”. Quelle parole suonarono come una musica per le mie orecchie: “Non cambiare, non cambiare, non cambiare…, ti amo”. E finalmente mi rilassai. E mi sentivo vivo. E, oh meraviglia delle meraviglie, cambiai!”. (A. de Mello, Il canto degli uccelli, ed. Paoline, p. 95)

La potenza dell’amore autentico e del sentirsi importanti per qualcuno.

Secondo la visione della psicologia umanistico-esistenziale, l’amore è un atteggiamento della coscienza.

E’ una decisione di coscienza, e nel corso della vita di una persona, si possono attraversare diversi stadi ed atteggiamenti di amore:

l’atteggiamento sessuale: riguarda l’aspetto fisico. La bellezza del corpo che fa risvegliare la passione e il desiderio.

L’atteggiamento erotico: riguarda l’aspetto psichico, cioè quando sono attirato dalle caratteristiche emozionali, dalle caratteristiche psichiche e dall’agire dell’altro.

L’atteggiamento autentico di amore: riguarda l’aspetto noetico e spirituale dell’altro.  

Chi ama di amore autentico non è attirato solo dall’aspetto fisico e dalle caratteristiche emozionali, ma viene attratto dalla parte unica ed irripetibile della persona amata che viene riconosciuta nella sua essenza spirituale, così com’è.  

Amo l’altro/a perché è lui/lei.

E’ questa manifestazione di amore autentico verso di noi da parte del nostro partner o da parte di una persona cara, che ci fa stare bene, una sensazione di benessere supremo, una sensazione di forza, potenza e sicurezza.

Dopo questa manifestazione di amore ci sentiamo dei leoni, pronti a superare qualsiasi prova o situazione problematica. Le difficoltà e gli intralci che si pongono sul nostro cammino vengono accettati e siamo maggiormente disposti ad affrontarli.

Il sentirci amati, sapere con la testa e sentire con il cuore che una persona ci ama, che stravede per noi, è un balsamo per tutte le nostre ferite.

Anche noi dedichiamoci al partner e a chi vogliamo bene, sviluppando atteggiamenti di amore autentico.

 

“O tutto è assurdo, o tutto è Grazia!” Luglio 28, 2006

Archiviato in: Senza Categoria — pensoacolori @ 11:26 am

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Mi ha colpito la partecipazione straordinaria di persone intorno alla famiglia di una mia amica, che ha perduto la madre.Il funerale, al quale ho partecipato, è stata una celebrazione della vita di questa persona, che ha speso la sua esistenza  nella dedizione verso la sua famiglia e nell’impegno parrocchiale, a livello associativo e politico.Una bella figura che ha vissuto intensamente la sua esistenza e che si è spenta dopo un ultimo periodo trascorso tra mille sofferenze nel letto di un ospedale.

Tornando a casa, mi sono imbattuto nella lettura di un articolo di Umberto Galimberti, il filosofo che scrive una rubrica sul settimanale Donne di Repubblica.

Galimberti risponde ad una lettera nella quale si chiede un suo parere sul senso della vita e in particolare su cosa pensa delle omelie dei preti ai funerali, nelle quali la morte e la sofferenza vengono rappresentate come viatici per raggiungere la salvezza.Mi ha fatto riflettere, e lo sottopongo alla vostra attenzione: a me ha fatto pensare che in effetti, o si guarda la morte con gli occhi della fede, oppure tutto appare assurdo. Come fa dire Bernados al suo curato di campagna, che sta per morire e ha speso la sua vita a disposizione degli altri: ”o tutto è assurdo, o tutto è Grazia”.

DIO E IL MALE NECESSARIO di Umberto Galimberti

“Un giorno i Greci scoprirono che l’uomo a differenza dell’animale, da un lato non può vivere senza conferire alla propria vita un senso, e dall’altro consapevole com’è di dover morire, non può evitare quel destino tragico che costringe a costruire un senso in vista della sua implosione.Il cristianesimo cercò di portare l’umanità fuori dalla tragedia, promettendo una vita ulteriore alla vita terrena, quindi una vita eterna da guadagnarsi anche attraverso il dolore, concepito ad un tempo come conseguenza di una colpa originaria, e come caparra per l’eternità. In questo modo il tragico veniva espulso dalla condizione umana e al suo posto subentrava la speranza accompagnata dalla fede, che garantiva che nulla sarebbe andato perduto, neppure una briciola di senso, perchè tutto sarebbe stato custodito dallo sguardo accogliente di Dio.E il male? Come non rivolgere a Dio la domanda che Giobbe un giorno gli rivolse a proposito dei mali che avevano afflitto la sua vita? Il cristianesimo non attribuisce il male a Dio, ma a quel suo antagonista, Satana (“l’avversario”), alle cui tentazioni l’uomo può cedere, essendo libero di optare per l’obbedienza ai comandamenti di Dio o per la loro violazione.Dunque, per il cristianesimo, il male e il dolore che ne consegue non sono, come pensavano i Greci, tratti costitutivi della condizione umana, ma effetti dell’uso della libertà umana. Ciò di cui l’uomo va fiero, la sua libertà, in cui scorge la sua differenza dall’animale, è anche il fondamento del male e del dolore, che dunque non dipendono da Dio, ma dal libero arbitrio umano.Solo accedendo a questa visione del mondo possiamo capire le parole, altrimenti terribili quando non incomprensibili che, in occasione dei funerali, sentiamo pronunciare dagli uomini di religione davanti alle bare. Parole che sfidano il dolore, che oltrepassano l’umano sentire, e che, ben ascoltate, finiscono per imputare non solo il dolore, non solo la malattia, non solo l’incontrollabile tragedia, ma persino la morte all’umana colpevolezza, che prende avvio dal giorno stesso della nascita, se è vero che occorre un rito purificatore (il battesimo) per accedere all’innocenza.Pur di salvare la bontà di Dio, il cristianesimo non esita ad aggiungere al dolore umano anche il peso della colpa. Per questo ho sempre dubitato che il cristianesimo sia la religione dell’amore. Dell’amore per l’uomo tanto proclamato, ma teologicamente smentito.” 

 

Famiglie felici Luglio 27, 2006

Archiviato in: Senza Categoria — pensoacolori @ 5:12 am

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“Se la vostra è una famiglia unita, contattateci. Conosciamo i motivi che stanno alla base di una famiglia allo sbando: vorremmo saperne di più su quelli che danno coesione ad una famiglia felice.”

Questo annuncio apparve su una cinquantina di quotidiani americani, alcuni anni fa.

Lo avevano fatto pubblicare due psicoterapeuti consulenti familiari che, dopo 30 anni di lavoro, erano decisamente stanchi di trovarsi di fronte sempre e solo a famiglie e coppie in crisi.

Sapevano che c’erano molte famiglie che si mantenevano unite, anche se gli stessi mezzi di informazione concentravano la loro attenzione quasi esclusivamente sui guai e sui problemi delle famiglie in crisi.

I due consulenti ricevettero una valanga di lettere.

Stilarono allora una sorta di “vademecum per famiglie felici” che rappresentano tutt’ora i punti di forza per mantenere al riparo dalle crisi le relazioni all’interno della famiglia e della coppia.

Primo punto: la famiglia o la coppia felice è quella che vive in un vero, profondo, sincero e stabile clima affettivo. Il clima affettivo è dato dalla capacità di comunicare i propri sentimenti, i propri vissuti, le proprie emozioni, tenendo aperta una comunicazione significativa.

Secondo punto: il clima affettivo è generato dalla capacità di accettare l’altro per quello che è, non per quello che vorremmo che fosse. Si parte dall’evitare la pretesa che è l’altro che deve cambiare o dimostrare qualcosa. In realtà le doti di pazienza, adattabilità, comprensione e ragionevolezza, dovrebbero portare a vedere le ragioni del possibile cambiamento di atteggiamento più in se stessi che negli altri.

Terzo punto: la stabilità del nucleo affettivo. In effetti, oggi quello che manca molte volte è proprio la stabilità. Non si da più per scontata, non è un punto fermo. Tutto, a cominciare dai rapporti interpersonali nella famiglia e nella coppia, è mutevole, volubile ed a scadenza.

Quarto punto:il coinvolgimento nella famiglia, la capacità di investimento di tempo, energie, volontà, dedizione e sacrificio.

Quinto punto:il tempo per stare insieme. La qualità del tempo più importante della quantità di tempo è una baggianata, una invenzione per mettere a posto la nostra coscienza. Per essere vicini occorre trascorrere tempo insieme. E starci vuol dire essere presente fisicamente, intenzionalmente e con capacità di ascolto.

 

L’ironia e il buonumore Luglio 26, 2006

Archiviato in: Senza Categoria — pensoacolori @ 5:14 am

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L’ironia è una forma di autodistanziamento che ci permette di ridere di noi stessi.

L’uso di un atteggiamento ironico è un balsamo per guarire le ferite dell’anima.

“Guardarsi con gli occhi di un sé fuori da sé serve sempre. Ed è un esercizio che si può imparare”, diceva Tiziano Terzani.

Così attraverso la capacità ironica si riesce a vedere in maniera differente situazioni che altrimenti potrebbero farci cadere nella tristezza o nella disperazione. Non bisogna confondere l’ironia con il sarcasmo che è un atteggiamento invece negativo rispetto alla nostra esistenza e dunque l’uso del sarcasmo non è curativo, anzi peggiora le situazioni.

L’ironia genera il buonumore e ci permette di sorridere con altri su ciò che prima poteva farci sentire male.

In Italia, due popoli su tutti hanno un uso direi viscerale dell’ironia che permette loro di vivere e sopravvivere mediante la capacità di sorridere della vita, di sdrammatizzare e di riportare ogni situazione nel giusto contesto: i napoletani e i romani.

Una volta, mi trovavo a Roma con un mio amico, e dovendo lasciare delle valige alla stazione Termini ci siamo recati presso il deposito bagagli.

Stavamo facendo la fila e mentre aspettavamo il nostro turno, osservavamo l’attività dei due impiegati dietro al banco di consegna.

Io ero triste, non ricordo neanche il motivo.

Il mio amico, iniziò a commentare ad alta voce ciò che stava osservando: “Vedi come fanno? Adesso prendono la valigia, la siglano con il biglietto e ti danno il contrassegno. Così tu al ritorno ridai il biglietto e loro risalgono alla valigia”. L’ingenuità con la quale era stata descritta l’operazione, venne colta immediatamente dai due impiegati che in un attimo, con la loro risposta, innescarono in me un sorriso che fece scomparire tutte la tristezza.

Uno dei due impiegati. portandosi le mani tra i capelli disse rivolto all’altro: ” Anvedi questo. C’ha scoperto er segreto!”

L’effetto fu una risata generale che innestò il buon umore in tutti i presenti.

 

Logoterapia Luglio 25, 2006

Archiviato in: Senza Categoria — pensoacolori @ 4:18 am

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La conoscenza e l’approfondimento delle idee di Viktor Emil Frankl hanno contribuito enormemente a fondare il mio pensiero e la mia attuale visione del mondo.

Se mi sforzo nel vedere il positivo in tutti i risvolti della vita, ciò non è dettato da un vago idealismo o da un ingenuo ottimismo, ma dalla convinzione che la vita è unica, è l’esperienza meravigliosa degna di essere vissuta, e ogni istante è irripetibile.

Noi esseri umani possediamo il libero arbitrio che è la nostra forza o la nostra croce, a seconda dei punti di vista e a seconda delle scelte che compiamo. In questo la libertà è sorretta dai nostri valori e dall’etica della responsabilità che è l’etica della nostra coscienza.

Da tempo ero alla ricerca di un sistema di teorie e di pratica che mi potesse essere utile nel lavoro personale e nella attività lavorativa.

Quando ho conosciuto Frankl, ho sentito che il viaggio di ricerca era terminato, e mi sono sentito a casa.

La logoterapia è l’ultimo grande sistema teorico-pratico della psicologia moderna. 

Essa è al tempo stesso una teoria del funzionamento psichico, la descrizione di una serie di tecniche terapeutiche, ed infine è l’applicazione della sua visione del mondo ad altre branche del sapere.

In seguito si è sviluppato (come sistema complessivo) solo la psicosintesi di Assaggioli.

Vorrei dedicare gli anni successivi della mia vita allo studio e alla divulgazione del pensiero di Frankl nel mio ambiente di vita.

Il desiderio più intimo è riuscire a compiere ciò che lo stesso Frankl un giorno ha sintetizzato con questa affermazione, parlando di sé: un uomo che ha realizzato il significato della sua vita nell’aiutare gli altri a rintracciare nella loro vita il significato.