Penso a Colori

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fissioni e scissioni Novembre 24, 2006

Archiviato in: Senza Categoria — pensoacolori @ 6:38 am

I primi processi di fissione, ovvero di scissione del nucleo dell’atomo, vennero ottenuti nel 1936 da un gruppo di fisici italiani guidati da Enrico Fermi, i cosiddetti “ragazzi di via Panisperna” mentre bombardavano dell’uranio con neutroni rallentati per mezzo di paraffina. Il gruppo di fisici però non si accorse di ciò che era avvenuto ma ritenne invece di aver prodotto degli elementi transuranici. Nel 1939 tre fisico-chimici tedeschi, Otto Hahn, Lise Meitner e Fritz Strassmann, furono i primi a capire che un nucleo di uranio 235, colpito quando assorbe un neutrone si rompe in due o più frammenti ed ha luogo cosi la fissione del nucleo. A questo punto per i fisici nucleari di tutto il mondo fu chiaro che si poteva usare questo processo, costruendo dei reattori che contenessero la reazione, per produrre energia o degli ordigni nucleari ed ebbe inizio l’”Era atomica”.

Similmente

Il festival di Woodstock si svolse nei giorni 15, 16, 17agosto 1969 a Bethel, piccola località dello stato di New York e fu probabilmente il più importante evento collettivo nella storia della musica rock. Organizzato come un semplice rock festival di provincia, accolse inaspettatamente per tre giorni e tre notti più di 400.000 giovani. L’importanza storica di questo evento dipese tanto dal punto di vista musicale, quanto da un punto di vista politico e sociale: le date in cui ebbe luogo, infatti, vengono fatte coincidere con la consacrazione mediatica della rivoluzione culturale del ‘68 e il culmine dell’era hippie.Migliaia di giovani americani, per tre giorni, abbandonarono i propri interessi personali per dedicarsi a qualcosa che, a posteriori, viene visto come un sogno collettivo di riforma della società.Ogni dieci anni il festival viene riproposto, ospitando artisti della prima edizione o delle edizioni precedenti ed artisti contemporanei: questi eventi sono diventati degli importanti appuntamenti sociali poiché descrivono, attraverso la musica e coloro che vi partecipano, le mutazioni della società, in particolare di quella statunitense. Con Woodstock ebbe inizio “l’era dell’amore libero”.

In effetti l’amore “libero” c’è sempre stato, anche prima di woodstock, ma oggi la scissione nel “nucleo dell’amore” tra sessualità/genitalità ed affetto è così evidente che occorre aiutare le persone (soprattutto i giovani) a  ristabilire il giusto rapporto tra queste dimensioni della persona.

Una sana concezione dell’amore porta a integrare la sessualità/genitalità nella personalità, in una dimensione affettiva che comunica anche attraverso il corpo.

Il rischio di scindere sesso e sentimenti è di trasformare, riducendolo,  l’uomo in un ”homunculus”, un essere in preda agli istinti. 

 

Essere e divenire Novembre 22, 2006

Archiviato in: Senza Categoria — pensoacolori @ 8:12 am

“Corre veloce ma in che senso il nostro tempo sconosciuto e strano e i nostri occhi spaventati guardano ciò che ci circonda e non sanno credere ad un tecnico sortilegio che pian piano e indifferente ci rapina e ci conduce verso una realtà che non sapremo mai (fra entità sconosciute e computers) che non vedremo mai (tra le schede cifrate e le città) che non vedremo mai”. (F. Guccini, brano tratto dalla canzone Mondo Nuovo – in Amerigo 1978)

Un cambiamento è avvenuto sotto i nostri occhi e solo ora ce ne accorgiamo: quel passaggio di consegne tra una generazione e un’altra, tra chi ha vissuto prima e ha fatto i conti con questa vita prima di noi, non avviene più come un tempo ed il risultato è un vuoto enorme di comportamenti ed atteggiamenti adeguati, che contribuiscono a creare insicurezza, incertezza, difficoltà nel divenire quotidiano. 

L’uomo moderno privato così del suo passato, si adegua a vivere esclusivamente nel presente, per lo più incapace di definire un progetto per il futuro.

Oggi quello che risulta essere in crisi è la capacità del divenire, cioè la possibilità di conquistare un obiettivo attraverso i piccoli passi e la determinazione lenta, che segue la volontà e la voglia di realizzare una “passione incompiuta”.

L’uomo moderno non sà più cosa deve fare, vuole e sente un anelito di mancata realizzazione, ma non è capace di aspettare, di dilazionare i suoi vissuti e i suoi bisogni in attesa di raggiungere il traguardo che si è prefissato. 

Dovrebbe riscoprire la pazienza e il pensiero per procedere nel suo compito, ma anche avere il tempo per pensare oggi è un lusso che non tutti possono permettersi.

Diamoci tempo per stare soli con noi stessi per riflettere e pensare al nostro essere. Dentro di noi ci sono tutte le risposte alle infinite domande sull’essere e sul divenire.

 

Amicizia Novembre 21, 2006

Archiviato in: Senza Categoria — pensoacolori @ 7:44 am

“Tutti sono buoni a compatire le sofferenze di un amico, ma ci vuole un’anima veramente bella per godere dei successi di un amico”. (O. Wilde, Aforismi  ed. Newton, p. 20)

Il dono di un amico è un bene che non teniamo in sufficente considerazione, malati come siamo di individualismo e di un egoismo sottopelle.

Corriamo il rischio di essere sempre autoreferenziali, nel senso di valutare solo il nostro punto di vista, dimenticando che ci realizziamo veramente se riusciamo a cogliere il punto di vista dell’altro, condividendolo; se riusciamo a uscire da noi stessi, autodistanziandoci e andando verso qualcuno o qualcosa,  autotrascendendo da noi stessi.

Così godere del successo di un amico è una gioia sana, che però non è così facile provare, in quanto dipende dal nostro cammino e dalla considerazione che abbiamo di noi stessi e degli altri, i nostri valori e il senso stesso della nostra vita.

La gioia per la felicità o per la realizzazione di un amico cozza a volte con le nostre insicurezze, con le nostre parti non realizzate, con sentimenti di invidia e di gelosia, con la parte oscura della nostra anima, il male che è presente in ognuno di noi.

Se riusciamo a cogliere questi aspetti e li mettiamo in discussione, ci lavoriamo dentro, possiamo diventare anime belle, altrimenti corriamo il rischio di diventare personalità “duple face” e a lungo andare saremo sempre più soli.

 

Amori Novembre 17, 2006

Archiviato in: Senza Categoria — pensoacolori @ 7:15 am

“Sì, l’amore trasforma e guarisce. Ma, a volte, architetta trappole mortali e finisce per annientare chi ha deciso di concedersi totalmente. E’ un sentimento davvero complesso, anche se può rappresentare l’unica ragione per continuare a vivere, a lottare, a cercare di migliorarsi”. (P. Coehlo, Sono come il fiume che scorre, ed. Bompiani, p.223)

La signora, età tra i 40-45 anni parla al cellulare a voce alta, al punto che chi le sta intorno, non può non ascoltare il contenuto della comunicazione. Il suo interlocutore (al quale daremo il nome di Michele) dall’altra parte, è in uno stato ansioso e si comprende dal tentativo di lei di rassicurarlo:”Su Michele, non dire così…Michele, ho riflettuto a lungo e adesso non sò più se vale la pena di andare avanti…E’ così, te lo garantisco…All’inizio era diverso, io avevo bisogno di  qualcuno, è stato molto bello…, ora le cose con mio marito vanno meglio, prima non andavano… adesso è diverso, però amò, non rinnego nulla di quello che c’è stato tra noi…, ma ora quello che mi dai tu me lo dà pure lui… allora non vedo perchè continuare questa storia…Mi fa pena mio marito, però non dire così…, non me la sento di lasciarlo, dai non fare così, ci sentiamo, telefonami quando vuoi… (conversazione ascoltata su un autobus di linea nel centro di Ancona, intorno alle ore 14.25 di Giovedì 16 novembre 2006).

Ma quanti amori diversi che si trovano in giro, tra la gente, tipologie di un sentimento universale che viene vissuto in atteggiamenti a volte anche opposti, ma al quale indifferentemente diamo il nome di amore…

 

Questione educativa Novembre 16, 2006

Archiviato in: Senza Categoria — pensoacolori @ 6:45 am

In merito alle vicenda della ”professoressa a luci rosse” , pubblico un intervento di Don Gino Rigoldi che condivido nella sua impostazione generale.

“Quando mi capita spesso di ragionare di educazione con genitori, insegnanti, sacerdoti, educatori, la domanda  che sovente mi viene rivolta è quali siano i bisogni, le pulsioni, i desideri più importanti e pressanti degli adolescenti. La risposta è sempre la stessa : in primo luogo la  sessualità  perché gli adolescenti e le adolescenti, come è normale hanno gli ormoni che vanno a mille, poi il bisogno di relazioni, il desiderio di misurarsi nelle scelte autonome con qualche desiderio di trasgressione o almeno di presa di distanza dagli adulti.Ma il sesso è al primo posto. Non significa solo desiderio fisico anche se la fisicità è prevalente, vuol dire anche bisogno di vicinanza, di tenerezza, di scelta almeno di amicizia se non di amore.Quello che sempre mi  stupisce è la meraviglia degli adulti, la loro incompetenza, la incapacità di parlarne serenamente come dovrebbe essere per una attività umana che porta piacere ma anche relazione, rispetto e perché no,anche tenerezza e forse affetto.Infastidiscono i sorrisetti ammiccanti, le battute maschiliste, in ultima analisi le banalizzazioni.Come se il sesso fosse un bene di consumo . Sappiamo tutti che può esserlo ma una sana umanità non può non comprendere che la sessualità è una risorsa umana bella, preziosa, fondamentale per i buoni e sani equilibri di ogni persona.Dietro alla vera o  presunta ignoranza sul sesso, quello che non può non essere  visto è  la commercializzazione senza pudore della sessualità a partire dalla esibizione di corpi femminili  nudi in atteggiamenti invitanti sui diversi calendari 2007 che ci terremo sotto gli occhi  nelle edicole almeno fino alla fine dell’anno.  Chi poi naviga su internet (ed i nostri giovani sono  anche più esperti di moltissimi adulti), ha solo l’imbarazzo della scelta.  Non solo nudità e amplessi ma anche perversioni, sesso violento, animalità.Certo l’insegnante che ha iniziato (iniziato ?) al sesso i  tre adolescenti della scuola media di Nova Milanese non ha fatto una bella impresa. Non credo abbia neanche fatto ai ragazzini dei disastri  irreparabili se non quello di aver rimandato un immagine di donna e di insegnante decisamente svalutata, appunto donna oggetto di piacere, di adulto poco dignitoso.Certamente non si tratta di pedofilia.  Quello che ha impressionato è la immaturità e la leggerezza dell’insegnante. Una immaturità che lo ha portata a fare sesso con degli alunni (e questo è già grave) ma dentro un’aula di scuola come si trattasse di una normale lezione e in effetti non si è tutelata dalla possibilità di essere scoperta.Questo evento potrebbe essere  l’occasione per iniziare con gli adolescenti della scuola un intervento sereno, competente, propositivo relativamente alla sessualità  ammesso che qualcuno sia capace di pensare e gestire questa operazione senza  inutili moralismi e con un po’ di consapevolezza del mondo .La mia è una provocazione o meglio, vorrei fosse una provocazione che possa essere smentita perché si troverà un educatore  con un linguaggio ed una modalità di comunicazione capace di farsi capire. In assenza di un educatore si potrà ripiegare su uno psicologo a patto che abbia attitudini di comunicatore e di educatore. Il massimo potrebbe essere che ci sia qualche insegnante  meglio se della stessa scuola, che voglia impegnarsi ed abbia la capacità di accompagnare i ragazzi e le ragazze ad una sana e serena comprensione della loro sessualità.”