Basta! Dobbiamo ritornare ad essere i depositari del nostro futuro.
Non è possibile continuare così a farci prendere per il c..o da i vari politici di turno, dalle multinazionali che pensano solo ai loro guadagni, dall’indifferenza dei più che non vanno oltre il loro naso, mentre un continente intero, per effetto del surriscaldamento della crosta terrestre, sta collassando.
Colpa dell’effetto serra, dicono, della lentezza con la quale sono messe al bando le indiscriminate emissioni di anidride carbonica.
E’ stato presentato uno studio che ha evidenziato uno scenario spaventoso: lo studio si chiama Peseta, ed è stato voluto dalla Commisione europea. Si parla di alluvioni, desertificazioni, erosione delle coste e un’ecatombe di morti per il caldo eccessivo nei paesi del Mediterraneo, a partire dal 2070.
In meno di settanta anni a venire, sarebbe completamente cambiata la mappa dei flussi turistici in Europa, con i paesi del Sud (Italia, Spagna e Grecia) flagellati dalla siccità e dal caldo; mentre il Nord Europa diverrà la nuova riviera.
Leggendo il rapporto ho fatto due conti e ho visto che io non ci sarò più, però i miei figli hanno concrete probabilità di “assistere allo spettacolo”, magari dovranno emigrare al Nord per scampare alla siccità. Ci saranno anche allora le “carrette del deserto” e lo sfruttamento da parte di organizzazioni malavitose dei viaggi della speranza?
A parte le battute, ma cosa stiamo aspettando? E’ ora che le persone di buona volontà, e quanti hanno a cuore – mi viene da ridere al pensiero che potrebbe esserci qualcuno che non ha a cuore la propria sopravvivenza – il futuro di un continente, si organizzino, facciamo pressione sui governi, sulle multinazionali, si scenda in piazza per evitare il disastro.
La natura che tutto dispone, anche della vita degli uomini, ci sta dando segnali che non devono essere presi con superficialità.
Ne va del nostro futuro e del futuro dei nostri figli.