Penso a Colori

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mercoledì delle ceneri o della passione Febbraio 22, 2007

Archiviato in: Senza Categoria — pensoacolori @ 7:37 am

Ieri, mercoledì delle ceneri, per l’Italia è stata una giornata da “Venerdì Santo”, un giorno di passione.

Per decisione di un gruppo di senatori “puri ed ideologizzati”, per scelleratezza, opportunità, tiri mancini, vendette al veleno (Dico e restituzione dell’irpef per il nucleo fiscale)  gerontosauri come il senatore Giulio Andreotti e Sergio Pininfarina hanno contribuito a mandare a casa il governo.

E’ successo ieri, al Senato dove il governo è stato battuto nel corso delle votazioni nel dibattito sulla politica estera dell’Italia.

Grave è il fatto che a rimetterci siamo come sempre noi cittadini italiani, visto che il periodo economico è legato ad una congiuntura internazionale positiva, la barca Italia, aveva ricominciato a correre,  ed ora questa fermata proprio non ci voleva.

Già nel 1998 era successa la stessa cosa, un gruppo interno alla maggioranza, aveva mandato a casa tutta la compagnia, con buona pace degli italiani che avevano espresso anche allora come oggi (seppur con uno scarto minimo) un indirizzo chiaro di preferenza politica, e cioè sì al Centrosinistra, nò al Centrodestra.

Ritengo che la vera responsabilità di questa situazione sia da cercare altrove, e cioè ”all’avvelenamento dei pozzi” effettuato dal Centrodestra con questa legge elettorale.

Per la legge elettorale attualmente in vigore, chi esprime i deputati e i senatori sono i partiti e non i cittadini attraverso le preferenze, come in ogni paese democratico.

A questo punto, la cosa migliore, sarebbe di trovare il modo di cambiare la legge e ritornare a votare, sperando che intanto il vento congiunturale economico continui e la barca Italia possa riprendere il largo.

 

La rivoluzione parte dal basso Febbraio 21, 2007

Archiviato in: Senza Categoria — pensoacolori @ 7:56 am

Lo confesso,  mi sono spesso considerato un” giovane vecchio”. Non è una cattiveria che tendo ad infliggermi, ma l’educazione cattolica ricevuta, aver vissuto all’interno di una famiglia iperprotettiva e che ti faceva vivere grossi sensi di colpa, mi ha fatto crescere l’idea di essere sempre attento (troppo) ai comportamenti da assumere, poco libero di essere me stesso.

Così mi sono ritrovato spesso nelle parole di due canzoni, una di Guccini, “Canzone per Piero”, nella quale c’è una frase che dice:” io forse giovane non sono stato mai”; e l’altra di Lolli, ”Quelli come noi”,  che dice: “…io ed un mio amico, certe volte ci vediamo e ci diciamo che: quelli come noi, che son venuti su un po’ strani, ed hanno avuto sempre, poche donne tra le mani, e rincorrono le loro solitudini, inseguendo come per nostalgia, lasciandosi un po’ andare, solo davanti al vino buono di un bicchiere…”.

Bè, ora mi sento di essere me stesso, nella mia giusta età. Un sano giovane vecchio . 

E stamattina mi sono accorto che le vere rivoluzioni partono dal basso.

Mi spiego.

Mio figlio mi ha chiesto di comprare un paio di scarpe nuove. “Non c’è problema” gli ho detto. Stasera andiamo ad acquistarle. “Le scarpe devono essere da tennis o niente.” Mi ha detto. 

“E perchè da tennis?” Gli ho risposto? Io mi ricordo che quando avevo la sua età le scarpe erano di vario genere, io preferivo le clarks, ma se ne trovavano di tutti i tipi e ti sentivi libero di indossare ciò che volevi. La realizzazione di sé non era certo legata alla scarpa da indossare, oggi mi smbra maggiore l’omologazione culturale dei giovani, ma forse mi sbaglio e da qui parte una… rivoluzione!?

“Guardati intorno, babbo, sei vecchio.”

Per la prima volta sentirmi dire che sono vecchio, io che l’ho quasi sempre pensato, mi ha fatto incupire.

Così ho iniziato a guardare i ragazzi e le ragazze che la mattina si recano a scuola.

Tutte scarpe da tennis, più o meno delle stesse marche (etnis, nike, …).

Una rivoluzione parte dal basso, dal modo di vestire, dal modo di indossare un abito, delle scarpe.  Apro una riflessione che non è conclusa…

 

Carnevale Febbraio 20, 2007

Archiviato in: Senza Categoria — pensoacolori @ 6:38 am

“Viene Febbraio e il mondo è a capo chino, ma nei conviti e in piazza, lascia i dolori  e vesti da Arlecchino, il carnevale impazza. l’inverno è lungo ancora, ma nel cuore appare la speranza, nei primi giorni di malato sole, la primavera danza”. (F. Guccini, Canzone dei 12 mesi, Radici 1972) 

Il Carnevale indica ancora oggi l’ultima festa prima della penitenza del periodo quaresimale (il termine quaresima deriva dal latino quadragesina e indica i 40 giorni che precedono la celebrazione religiosa della Pasqua).

Sono giorni di penitenza e di sacrificio, con astinenza dalla carne.

Il giorno di carnevale era il giorno in cui si celebrava il banchetto di addio alla carne. 

L’usanza deriva direttamente dal Medioevo e contrariamente a tante altre feste che si sono perdute o sono state dimenticate è una festa molto sentita, dagli adulti e dai bambini.

Buon carnevale a tutti

 

Ni dieu, ni maitre Febbraio 17, 2007

Archiviato in: Senza Categoria — pensoacolori @ 9:22 am

Nè dio, nè maestri diceva un vecchio slogan anarchico usato per il titolo di una rivista fondata nel 1880 da Auguste Blanqui. Come tradurlo oggi? E’ la domanda che si fa Geert Lovink, massmediologo e attivista olandese, su un articolo che appare oggi sul settimanale Donne di Repubblica.

Già da tempo la tv ha preso il posto dei maestri e dello stesso Dio. 

La gente si sta rendendo conto che l’ opinione pubblica è l’effetto di alcuni gruppi editoriali e dei loro opinion maker che decidono quali sono le tendenze generali, cosa è giusto e cosa è sbagliato, creando o rigenerando nuovi valori.

Ma la rete, internet ed ultimamente i blog hanno modificato questa tendenza, facendo evaporare la pubblica opinione.

La gente si rende sempre più conto che gli opinion maker hanno perso il controllo della situzione.

E’ la vittoria del blog  contro l’economia dell’attenzione della televisione.

I blog esistono dal 1997 e secondo l’agenzia di analisi Gartner, dovrebbero raggiungere il loro picco proprio in questo anno. Secondo le stime coinvolgono circa un 10% degli utenti internet, circa 100 milioni di persone.

Il rischio però è che la cultura della “partecipazione virtuale”, che sta facendo lentamente sgretolare i media, si affermi soltanto come esperienza solipsistica e narcisistica, di gente che ama sezionare il proprio io o che ama fare riflessioni e introspezioni che non permettono una condivisione collettiva della esperienza, limitandosi a sfoghi personali.

La rete ha una grande risorsa insomma, ma rimane uno strumento, tra i tanti,  che dovrebbero servire le persone, in modo da unire le forze, per consentire lo scambio, la comunicazione di contenuti ed esperienze condivise. Per cosa?

Per uscire poi allo scoperto, nella società reale, e prendere decisioni che possano servire a vivere meglio.

 

Bellezza Febbraio 15, 2007

Archiviato in: Senza Categoria — pensoacolori @ 7:47 am

“La bellezza è la moneta di Dio, ma non bisogna accumularla, occorre farla girare…” (R. Benigni)

Oggi parlo della bellezza, perchè sono felice.

Ieri è stata la giornata dedicata agli innamorati, ed è stata vissuta da tanti all’insegna della ricerca di un fiore, di una scatola di cioccolatini, di un pensiero per la propria donna o il proprio uomo.

La giornata particolarmente luminosa ha contribuito a creare una atmosfera intensa, mistica e poetica.

Ma la bellezza della persona che ognuno si è scelto come compagna o compagno di vita riflette di luce propria ogni giorno, e da senso e gioia alle nostre esistenze. Non dovremo ricordarcene solo nel giorno di san Valentino.