Penso a Colori

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“I have a… grin” Aprile 9, 2007

Archiviato in: Senza Categoria — pensoacolori @ 8:53 am

“Grin”, nella lingua del Mali, significa gruppo. 

Il termine, utilizzato nella accezione comune, vuol dire parlare, discutere, confrontarsi, su qualsiasi argomento, tra più persone.

In ogni epoca e in ogni paese del mondo questa pratica è stata il fondamento, direi la base per la costruzione della società.

Gruppi di persone che insieme scelgono un argomento, individuano un problema e decidono le varie soluzioni per affrontarlo.

Perchè oggi sembra tanto difficile farlo nella nostra società? La gente non ha tempo di stare seduta a parlare invece di correre a guadagnare o spendere.

Noi occidentali abbiamo svenduto al dio del Mercato e al dio della Moneta un patrimonio ben più importante fatto di usanze, costumi , tradizioni e valori che sono state tramandate di generazione in generazione.

Ora  abbiamo bisogno di riapprendere il significato vero delle cose della vita, a cominciare dallo stare insieme.

Qualcuno potrebbe obiettare che oggi le chat assolvono proprio a questa funzione, ma non è la stessa cosa stare a casa propria o insieme da qualche parte.

Ecco perchè io ho un grin da aprire con chi vuole aderire.

Le regole del grin sono semplici: stesso luogo, stessa ora, stessa durata,  incontri tra coetanei (secondo la tradizione del Mali) e divisione tra uomini e donne (altra regola del Mali alla quale si potrebbe fare un eccezione); infine un argomento che si decide di volta in volta, che può riguardare un argomento personale o una questione locale, politica, culturale.

 

Ah, gli americani! Aprile 7, 2007

Archiviato in: Senza Categoria — pensoacolori @ 5:53 am

Conversazione realmente registrata sulla frequenza di emergenza marittima sul canale 106 a largo della Costa di Finisterra (Galizia), tra galiziani ed americani, il 16 ottobre 1997:

Spagnoli: (rumore di fondo)…, “vi parla l’A-853, per favore, virate 15 gradi sud per evitare di entrare in collisione con noi. Vi state dirigendo esattamente contro di noi, distanza 25 miglia nautiche”

Americani: (rumore di fondo)…, “vi suggeriamo di virare 15 gradi nord per evitare la collisione”

Spagnoli: “Negativo. Ripetiamo, virate 15 gradi sud per evitare la collisione”

Americani: (Un’altra voce) “Vi parla il capitano di una nave degli Stati Uniti d’America. Vi intimiamo di virare 15 gradi nord per evitate la collisione”

Spagnoli: “Non lo consideriamo fattibile, ne conveniente, vi suggeriamo di virare di 15 gradi per evitare di scontrarvi con noi”

Americani: (tono accalorato) Vi parla il capitano Richard James Howard, al comando della portaerei Uss Lincoln della Marina degli stati uniti d’america, la seconda nave da guerra più grande della flotta americana. Ci scortano 2 corazzate, 6 distruttori, 5 incrociatori, 4 sottomarini e numerose altre navi di appoggio. Non vi suggerisco, vi ordino di cambiare la vostra rotta di 15 gradi nord. In caso contrario ci vedremo costretti a prendere le misure necessarie per garantire la sicurezza di questa nave. Obbedite immediatamente e toglietevi dalla nostra rotta.

Spagnoli: “Vi parla Juan Manuel Salas Alcantara. Siamo 2 persone. Ci scortano il nostro cane, il cibo, 2 birre  ed un canarino che adesso sta dormendo. Abbiamo l’appoggio della stazione radio “Cadena Dial de La Coruna” e il canale 106 di emergenza marittima. Non ci dirigiamo da nessuna parte, visto che parliamo dalla terra ferma, siamo nel faro A-853 di Finisterra sulla Costa Galiziana. Non abbiamo la più pallida idea di che posto abbiamo nella classifica dei fari spagnoli.Potete prendere le misure che considerate opportune e fare quel che cazzo vi pare per garantire la sicurezza della vostra nave di merda che si sfracellerà sulla roccia. Pertanto insistiamo di nuovo e vi suggeriamo di fare la cosa più sensata e di cambiare la vostra rotta di 15 gradi sud per evitare la collisione.

Americani: “Bene, ricevuto, grazie”.