“E’ meglio un nemico vero, che un amico finto.” (Beppe Grillo)
Raccolgo questa bella affermazione, dopo aver visto ieri sera, tutto d’un fiato Annozero di Santoro.
All’interno del programma, tra battute al vetriolo tra Marco Travaglio, Antonio Di Pietro e Daniela Santanché, sono stati messi in onda lunghi spezzoni dell’incontro avuto tra Beppe Grillo ed i giornalisti a Napoli, il 23 febbraio, a seguito del “monnezza day”, voluto dai movimenti dell’antipolitica (per un’altra politica) per parlare delle verità sul problema dei rifiuti in Campania.
Altri notiziari non ne avevamo parlato, nonostante il teatro della conferenza stampa di Grillo fosse zeppo di telecamere e microfoni della stampa nazionale ed estera.
Affermazioni di Grillo di una gravità inaudita.
Ma in Italia non ci scandalizziamo più per niente, perchè siamo anestetizzati; da tutto, dalla televisione che in questi giorni non fa altro che parlarci di Sanremo.
Altre chiaramente sono le emergenze, ma nessuno ne parla.
Ci è rimasto Grillo, a dire qualcosa in proposito.
I giornalisti sono imbavagliati, o meglio, evitano di parlare delle notizie importanti per non perdere il lavoro, ed oggi può essere un atteggiamento giustificabile anche se non condivisibile.
Non ci sono stati reportage sulla manifestazione del “monnezza day”. Chi voleva saperne di più doveva affidarsi alle pagine del blog di Grillo e delle associazioni che hanno aderito o dei giornali stranieri.
Ieri sera, è stato presente alla trasmissione di Santoro anche Pietro Micca, quel ragazzo che si vede spesso su You Tube mentre insegue il potente di turno, dandogli del disonesto. Lo ha fatto all’inizio con Berlusconi, beccandosi una querela ed un processo dal quale però è uscito pulito. Micca ha detto una cosa che mi ha fatto riflettere. ” La vera casta è l’indifferenza della gente”.
E’ proprio vero. Questo paese fa fatica a cambiare, è assuefatto da questo stato di cose. Costretto ogni volta a pagare e ad accettare che qualcuno gli dica cosa deve fare, senza disturbare il manovratore.
Un paese che ha perso la speranza. Disilluso dalle parole vuote, gridate al vento dai professionisti della politica.
Un paese formato da benpensanti (la classe media -borghese italiana, da sempre l’avanguardia dei cambiamenti culturali e civili della società italiana) divenuti telespettatori e classe di consumatori in pantofole.
Ci siamo caduti tutti nella rete. Adesso è dura rialzarsi in piedi, affrontare il cambiamento.