Penso a Colori

Just another Wordpress.com weblog

Volontà e costanza Maggio 25, 2008

Archiviato in: 1 — pensoacolori @ 5:36 pm

“La volontà batte il genio, la costanza vince sull’intelligenza”. Mi è tornata in mente questa espressione, mentre salivo con la bicicletta verso il paese di Maiolati Spontini, alcuni giorni fa.

La strada dei castelli è una delle “classiche” che gli appassionati di bici percorrono nelle nostre zone.

Mi succede spesso, quando sono sotto sforzo fisico, di fare caso alla maggiore produzione di idee e pensieri che la mia mente sviluppa in quei momenti. A volte, alcune idee che poi ho trasferito in relazioni ed incontri che svolgo per il mio lavoro, sono maturate proprio nel momento del massimo sforzo fisico.

Non so se è naturale, ma ormai posso dire che, per prepararmi a qualche incontro, non manco di prevedere una corsa in bicicletta nelle settimane precedenti, in modo da “impostare il discorso”.

La frase scritta all’inizio di questo blog  è emersa assieme ad un ricordo nitido e preciso, relativo al periodo in cui vivevo e lavoravo a Venezia, presso l’Istituto “Arti e Mestieri” gestito dai Salesiani.

Mio padre non aveva apprezzato la scelta di iscrivermi, dopo la maturità, alla facoltà di magistero di Padova, per studiare Psicologia.

Per ottenere ciò che ritenevo essere importante per la mia vita, avevo cercato un lavoro che mi permettesse di mantenermi.

La possibilità di lavorare nell’isola di San Giorgio Maggiore dove i salesiani gestivano una scuola con convitto si era realizzata nel corso dell’estate, quasi senza sforzo, poichè da anni durante le vacanze in montagna, la mia famiglia ed io frequentavamo la messa domenicale, presso la colonia alpina di Auronzo di Cadore gestita dalla stessa comunità di religiosi.

Ma il riferimento al detto iniziale non riguarda la mia esperienza, quanto un incontro specifico, del quale conservo appunto una memoria ancora viva.

Rivedo l’ingresso della comunità, la banchina del piccolo porticciolo annesso all’Isola, e io che ascolto due vecchi salesiani che stanno conversando tra loro.

Succedeva che, nei week-end, non potendo scendere tutte le settimane nelle Marche, rimanevo a studiare in istituto. Ogni tanto, il sabato o la domenica pomeriggio, mi concedevo una pausa, scendendo a conversare con alcuni anziani religiosi che vivevano nella comunità.

Due persone in particolare ricordo molto volentieri per lo spirito con il quale affrontavano la vecchiaia.

Sono loro i due salesiani che mi sono tornati alla memoria e che sono legati al detto.

Il signor Giovanni ed il signor Benedetto. 

Il signor Giovanni era come il signor Benedetto un coadiutore salesiano. I coadiutori salesiani sono figure di laici che vivono in comunità, fanno il voto di castità e di obbedienza, ma non sono sacerdoti.

Il signor Giovanni era stato l’autista di Papa Pacelli. Nella foto in cui si vede il papa con le braccia aperte verso in cielo in piedi sul predellino dell’auto durante il bombardamento di Roma, al quartiere San Lorenzo, il signor Giovanni era lì, e ricordo come mi era sembrato interessante la sua prospettiva diversa da quella del mondo intero. La foto di quell’evento infatti (un Papa era uscito dal Vaticano per stare con i romani in quel doloroso momento) aveva fatto il giro del mondo.

Il signor Benedetto era stato il primo salesiano arrivato a San Giorgio Maggiore, invitato dal Conte Cini che aveva concesso alla comunità dei Salesiani uno spazio per promuovere iniziative a favore dei giovani. Apparteneva ad una famiglia facoltosa della provincia vicentina, ma la ricchezza non lo aveva sedotto, il suo cuore era stato stregato dalla figura di Don Bosco . Ancora giovane, aveva deciso di prendere i voti come coadiutore salesiano. Nella comunità si occupava della cantina, e sento ancora l’odore tipico di fresco, di umido e di vino, quando lo aiutavo a preparare le bottiglie per la cena.