Penso a Colori

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Il “lodo Alfano”. Luglio 11, 2008

Archiviato in: 1 — pensoacolori @ 7:45 am

Tratto dal programma elettorale di forza italia 2008, dal quale si evince che il cosiddetto “lodo alfano” era una priorità!!! Ma se non c’è scritto da nessuma parte!

PROGRAMMA ELETTORALE 2008 partito delle libertà (pagg. 13 e 14)

“2. Più giustizia

Perfezionamento dell’azione intrapresa nella legislatura 2001/2006 dal Governo Berlusconi, con il completamento della riforma dei codici,la definitiva razionalizzazione delle leggi esistenti e l’attuazione

dei principi enunciati dalle sentenze della Corte Costituzionale, non ancora trasposti in atti legislativi;

- attuazione dei principi costituzionali del giusto processo per una maggiore tutela delle vittime e degli indagati;

- aumento delle risorse per la giustizia, con un nuovo programma di priorità nell’allocazione delle risorse: più razionalità nelle spese, più investimenti nell’amministrazione della giustizia quotidiana, a partire dalla giustizia civile;

- garanzia della certezza della pena, con la previsione che i condannati con sentenza definitiva scontino effettivamente la pena inflitta ed esclusione degli sconti di pena per i recidivi e per chi abbia commesso reati di particolare gravità e di allarme sociale;

- inasprimento delle pene per i reati di violenza sui minori e sulle donne;

- gratuito patrocinio a favore delle vittime; istituzione del Tribunale della famiglia, per garantire i diritti fondamentali dei componenti del nucleo familiare;

- costruzione di nuove carceri e ristrutturazione di quelle esistenti;

- rafforzamento della distinzione delle funzioni nella magistratura, come avviene in tutti i paesi europei; confronto con gli operatori della giustizia per una riforma di ancor maggiore garanzia per i cittadini, che riconsideri l’organizzazione della magistratura, in attuazione dei principi costituzionali;

- limitazione dell’uso delle intercettazioni telefoniche e ambientali al contrasto dei reati più gravi;

- divieto della  diffusione e della pubblicazione delle intercettazioni telefoniche ed ambientali, con pesanti sanzioni a carico di tutti coloro che concorrono alla diffusione e pubblicazione;

- riforma della normativa anche costituzionale in tema di responsabilità penale, civile e disciplinare dei magistrati, al fine di aumentare le garanzie per i cittadini;

- completamento della riforma del Codice di Procedura Civile con snellimento dei tempi di definizione ed incentivi

alle procedure extra giudiziali.”

 

 

Democrazia in pericolo Luglio 8, 2008

Archiviato in: 1 — pensoacolori @ 2:20 pm

Cari Amici,
mentre esprimo la mia solidarietà per la vostra manifestazione, vorrei che essa servisse a ricordare a tutti due punti che si è sovente tentati di dimenticare:

1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare.

2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.
Umberto Eco

Umbero Eco ha inviato questa lettera agli organizzatori della manifestazione di Piazza Navona di questa sera.

Personalmente sento di essere in quella piazza anche se, per altri impegni, non posso partire per Roma.

Sarà una manifestazione corale, ritornerà il popolo dei girotondi, saranno presenti gli oppositori a questo “regime soft” che tenta di imbavagliare le nostre coscienze, attraverso gli ultimi “provvedimenti vergogna” come il lodo Alfano, i decreti sulla sicurezza ed il censimento per l’etnia Rom.

Occorre far sentire le nostre voci e manifestare il nostro totale dissenso verso questi soprusi stabiliti per legge.

 

Modulazione di atteggiamento Luglio 5, 2008

Archiviato in: 1 — pensoacolori @ 8:46 am

L’obiettivo di ogni relazione terapeutica è il raggiungimento di una salute psichica che è data dal giusto orientamento e atteggiamento verso i fatti della propria vita. Il modo attraverso il quale una persona organizza l’immagine di sè e del mondo è già un indicatore di salute psichica o di malattia. La persona può assumere un atteggiamento più o meno positivo, o negativo nei confronti della sua esistenza, degli altri, del proprio passato e tutto ciò è correlato alla capacità della persona di rintracciare la sua dimensione spirituale.

La modulazione di atteggiamento è una specifica tecnica terapeutica sviluppata nella logoterapia ed analisi esistenziale. Essa aiuta la persona a trovare aspetti positivi anche nelle situazioni negative di vita. La modulazione di atteggiamento è l’atteggiamento noetico (da nous= spirito) o spirituale che l’uomo assume verso qualcosa che è esterno a sè. L’atto della modulazione di atteggiamento è far passare la persona dall’essere “in un certo modo all’essere in modo diverso”. La modulazione di atteggiamento può essere utilizzata sia negli eventi positivi, sia negli eventi negativi.

La modualazione di atteggiamento verso il negativo: consiste nel passaggio da una soggettività vissuta negativamente ad una soggettività vissuta in positivo. Essa si applica nelle nevrosi reattive, nelle isterie, nelle dipendenze, nella nevrosi iatrogena o per il superamento delle sofferenze del destino e nei casi si destino sofferente (le esperienze di triade tragica, nelle diagnosi infauste) laddove è necessario accettare un destino ineluttabile educando alla sopportazione, al coraggio e alla dignità della sofferenza inevitabile.

La modulazione di atteggiamento verso il positivo: si applica nelle nevrosi noogene e nelle depressioni noogene, ed in questo caso l’obiettivo terapeutico consiste nella correzione di un atteggiamento malsano verso qualcosa di positivo, aiutando la persona a vedere la realtà in un’ottica differente, attraverso una crescita interiore  mediante autoformazione, rintracciando un elemento significativo esterno a sè. La modulazione di atteggiamento lavora contro l’affermazione: “Non c’è niente che valga la pena di…”.

Nel processo terapeutico l’applicazione della modulazione di atteggiamento avviene attraverso alcuni stadi:

1) risvegliando ed incentivando la capacità di autodistanziamento.

2) trasformando l’atteggiamento che si è percepito come poco sano (questa è la modulazione di atteggiamento tout court).

3) riducendo i sintomi e rafforzando un nuovo equilibrio (l’effetto della modulazione di atteggiamento è la riduzione del sintomo).

4) allargando le possibilità di senso della vita.

 

Maratona in alta quota per gruppi Luglio 3, 2008

Archiviato in: 1 — pensoacolori @ 5:46 am

Pubblico un progetto di trekking che ho predisposto assieme ad un gruppo di colleghi formatori. E’ stato pensato per avvicinare i giovani alla montagna e al pensiero non violento.

Chi fosse interessato a vivere questa esperienza, può contattarmi direttamente via mail: marcoceppi@tele2.it

INTRODUZIONE

Il progetto che si presenta consiste in una serie di interventi e di azioni formative nei confronti di giovani studenti, genitori ed insegnanti. Esso si fonda sull’interesse che gli estensori del progetto rivolgono verso i temi della legalità, della non violenza e della gestione dei conflitti, della formazione delle coscienze, unito alla passione per il trekking e la montagna. La nostra epoca è stata definita “l’epoca della uscita dalla modernità” (S. Bauman), un nuovo medioevo si svolge sotto i nostri occhi. In questi ultimi anni, le guerre in Iraq ed in Afghanistan, assieme agli altri conflitti sparsi in varie parti del mondo, hanno risvegliato la coscienza dell’opinione pubblica mondiale e delle società civili occidentali con manifestazioni di massa, prese di distanza da soluzioni del conflitto attraverso l’uso della forza e della guerra preventiva. Sullo scenario mondiale si affacciano ulteriori e complessi conflitti, nuove guerre si aggiungono alle  guerre dimenticate, come se due guerre mondiali combattute nel secolo scorso e i milioni di morti da queste provocati non bastassero a testimoniare l’assurdità  dell’evento bellico. Nonostante il ripudio della violenza da parte degli stati e degli organismi sovrannazionali, primo fra tutti l’ONU,  emerge con chiarezza, l’incapacità dei popoli e dei loro governanti di trovare soluzioni basate sul dialogo e sulla collaborazione tra gli stati, per la difficoltà di conciliare visioni del mondo estremamente differenti, a volte ideologicamente contrapposte. Il futuro dell’umanità rimane comunque in mano all’uomo, ad ogni uomo di buona volontà. Si è convinti che, quanto più le persone, saranno capaci di considerare la guerra un modo antico, inadeguato e indegno di risolvere le questioni fra i popoli, tanto più l’umanità riuscirà a vivere e a sperare in un futuro migliore. Pertanto l’obiettivo generale del progetto è di creare un’occasione di riflessione per e con i giovani sui temi della pace e della non violenza, per scuotere le coscienze dei singoli individui, in modo da suscitare la nascita di un pensiero non violento, capace di ripensare creativamente all’uso della pace come decisione di coscienza, alla rinuncia dell’aggressività e della violenza per l’acquisizione di una coscienza pacificata.

 

PROPOSTA OPERATIVA

A partire dalle premesse esposte nella introduzione, si propone di attivare nel corso del prossimo  anno scolastico un intervento mirato, proposto ad un gruppo di studenti, di insegnanti e di genitori  che avranno l’opportunità di riflettere sul significato della guerra e della non violenza, attraverso un’esperienza di trekking in alta quota su percorsi dolomitici, nei luoghi in cui si combattè la Grande Guerra (1915-1917); in particolare sui percorsi di trincea del Monte Piana, uno dei luoghi simbolo della  prima guerra mondiale, lungo il confine tra l’Italia e l’Austria, dove persero la vita più di 14.000 soldati; sulle gallerie militari del Lagazuoi, in cima al Passo Falzarego, ed infine nello scenario incantevole delle Tre Cime di Lavaredo, luogo simbolo delle Dolomiti Orientali, ma anche uno dei fronti della guerra di trincea. Si affronterà il tema della guerra e del conflitto dal punto di vista storico, dal punto di vista psicologico ed esistenziale, attraverso l’approfondimento dei significati che termini come guerra, conflitto, crisi, aggressività, ambivalenza tra bene e male, hanno avuto nella vita dell’uomo e hanno oggi nella relazione del soggetto con se stesso e con gli altri. L’intervento potrebbe effettuarsi nel periodo dedicato alla gita scolastica, probabilmente nel mese di maggio, e si prevedono trekking quotidiani sui camminamenti di guerra con guide locali, lezioni d’aula condotte da formatori, lavori di gruppo, discussione e confronto in gruppo operativo. Tali attività saranno precedute da alcuni incontri di preparazione, che si svolgeranno in classe con gli alunni, in modo da creare le condizioni ottimali per la riuscita dell’iniziativa. Gli incontri saranno condotti da esperti che avranno il compito di presentare l’intervento, fornendo agli studenti tutte le informazioni necessarie (di carattere storico, psicologico sul contenuto specifico dell’intervento, con informazioni aggiuntive sulla conoscenza dell’ambiente in cui si effettuerà il trekking). Alcune informazioni essenziali sul trekking sono indispensabili in quanto l’esperienza si farà in alta quota (2300/2900m.) in ambiente alpino,  ed occorre essere equipaggiati in maniera adeguata. Non ci sono difficoltà particolari da superare, ma è opportuno avere una conoscenza minima dell’ambiente d’alta quota, per evitare inconvenienti e/o situazioni spiacevoli (uso di indumenti adeguati, acclimatazione, norme di pronto soccorso). Saranno gli stessi esperti che, successivamente, condurranno gli alunni sulle zone della Grande Guerra e, al termine della esperienza, verificheranno con gli studenti gli esiti dell’intervento.

 

INCONTRI PREPARATORI

Si prevede di organizzare tre incontri precedenti e un incontro successivo all’esperienza in montagna. Il primo incontro, di carattere storico avrà l’obiettivo di far conoscere ai ragazzi gli eventi che si succedettero nei tre anni di guerra sulle postazioni del Piana, del Lagazuoi e delle Cime di Lavaredo, nel comprensorio delle Dolomiti Orientali. Il secondo incontro, di carattere introspettivo e psicologico, mirerà a far riflettere i ragazzi sulle tematiche relative al conflitto personale e di gruppo, sui suoi significati e sulle possibilità di elaborazione personale. Il terzo incontro, avrà l’obiettivo di dotare i ragazzi delle informazioni di base relative al trekking di alta quota, e vedrà la partecipazione delle guide  che accompagneranno i ragazzi nel corso dell’esperienza sui percorsi dolomitici. Le varie attività, saranno articolate mediante un programma giornaliero, che prevede uno spazio anche per la riflessione in gruppo, dedicato alla elaborazione dei vissuti emersi nel corso dei trekking quotidiani. Tali incontri sono volti a sviluppare negli alunni un processo di consapevolezza interiore e di  elaborazione personale sui temi del conflitto, della legalità e della non violenza. Al termine dell’iniziativa formativa, successivamente all’esperienza di trekking in alta quota, si effettuerà un incontro conclusivo,  nel corso del quale gli studenti potranno verbalizzare i loro vissuti ed analizzare i significati complessivi attribuiti all’esperienza. Verrà inoltre somministrato un questionario finale di gradimento dell’iniziativa.

 

TEMATICHE  TRATTATE

I temi proposti riguarderanno la storia del primo conflitto mondiale, così come si svolse negli anni 1915-1917, sul Monte Piana e sugli altri fronti di guerra visitati nel corso dei vari itinerari.

Verranno presentati agli studenti materiali d’epoca, film, documentazione fotografica,  canzoni di guerra. L’obiettivo è aiutare gli studenti a comprendere le difficili condizioni di vita in montagna durante lo svolgimento del conflitto, le ragioni dei contendenti, il significato attribuito alle operazioni belliche dalle opposte fazioni.

In secondo luogo verrà focalizzata l’attenzione sul significato del conflitto nella vita delle persone e verranno affrontati i temi del conflitto, la conoscenza dei conflitti personali e di gruppo, in modo da prendere coscienza delle possibili elaborazione degli stessi. Non rientra negli obiettivi del presente progetto l’idea di un intervento di cura e/o risolutivo delle problematiche giovanili e/o interventi “ magici ” di presa in carico delle questioni che potrebbero emergere nel corso degli incontri all’interno del gruppo dei partecipanti. Da questo punto di vista si è convinti che le soluzioni vanno ricercate nello spazio di relazione che si crea tra varie figure (adolescenti, insegnanti, famiglie, figure di riferimento all’interno della scuola, mondo dell’associazionismo e servizi del territorio), e ognuno di questi soggetti mantiene una autonomia e una responsabilità di scelta di cui si deve far carico.

 

OBIETTIVI

Verranno perseguiti i seguenti obiettivi:

·        Suscitare nei ragazzi il desiderio di approfondimento e lo stimolo alla conoscenza della storia, soprattutto per gli eventi legati al periodo storico preso in considerazione.

·        Suscitare nei ragazzi una riflessione sui temi della legalità, della pace, della non violenza, del conflitto.

·        Aiutare i ragazzi nell’affinamento della capacità di conoscenza personale, mediante il riconoscimento di elementi personali, vissuti, caratteristiche che si riferiscono a se stessi così come emergono dal lavoro di gruppo;

·        Imparare ad ascoltare in maniera attiva se stessi e gli altri riuscendo a riconoscere l’elemento di responsabilità individuale insito in ogni situazione;

·        Riuscire a riconoscere le situazioni di conflitto personale e di gruppo ed affrontarle;

·        Imparare a comunicare in maniera appropriata le situazioni problematiche;

·        Imparare a costruire percorsi di indipendenza e di autonomia nel piano della libertà di scelta responsabile;

·        Imparare a riconoscere – gestire – comunicare emozioni e sentimenti personali;

·        Migliorare l’informazione personale sui temi previsti;

·        Migliorare le capacità di pensiero critico e creativo, la capacità di comunicazione personale.

 

METODI E STRUMENTI

Verranno utilizzate varie tecniche e metodi di lavoro di gruppo: lezioni interattive, visione di film e altri audiovisivi, giochi di ruolo e di interazione, brainstorming, problem solving, schede di valutazione, psicodramma e attività teatrale.

Si precisa che i giochi di interazione e tutte le altre attività che verranno proposte agli studenti, sono il frutto di una elaborazione dell’intervento che riflette una concezione dell’uomo in cui si sottolineano gli aspetti di sanità rispetto a quelli di patologia e, di conseguenza, si propongono di rinforzare le aree positive della persona, facendo leva sulle caratteristiche tipicamente umane come la consapevolezza, la libertà, la creatività, la socialità.

 

RISULTATI ATTESI

L’intervento si propone di aiutare i ragazzi a riflettere sull’inutilità della guerra come forma e strumento di soluzione dei conflitti, in secondo luogo permetterà ai ragazzi di formarsi una visione personale e l’assunzione di un atteggiamento essenzialmente critico verso tutte le forme di violenza considerate, a cominciare da quella della guerra, aiutandoli alla elaborazione di un pensiero di pace e di condivisione delle esperienze.

Si valuterà in modo positivo il ricorso a soluzioni pacifiche nella gestione dei conflitti, il valore del confronto e del dialogo tra le parti, la capacità di ascolto ed accettazione dei punti di vista altrui, rintracciando nella verbalizzazione dei conflitti, nella capacità di generare nuove soluzioni e possibilità, l’affermazione di una visione maggiormente efficace e significativa della esistenza personale, da ricercare nelle scelte individuali e di gruppo.

Inoltre si intende aiutare i ragazzi a riflettere e ad assumere decisioni individuali su vissuti personali e di gruppo, relativamente ai temi della legalità, del conflitto, del benessere personale.

L’intervento si propone infine di migliorare nei partecipanti la personale capacità di elaborazione dei vissuti emotivi ed affettivi, la capacità di introspezione e di verbalizzazione dei propri stati d’animo con un significativo miglioramento della comunicazione interpersonale e di gruppo e la riduzione dell’atteggiamento di intolleranza e competitività nei confronti degli altri.

 

PROGRAMMA QUOTIDIANO DELL’INTERVENTO

Si precisa che tale programma è una ipotesi  che può essere modificata nella fase di organizzazione.

 

I° GIORNO:  Giovedì

ore     13.00  arrivo ad Auronzo di Cadore

 pranzo al sacco

ore     15.00  trasferimento in pulman  passeggiata a Malga Ra Stua

ore     19.00  introduzione al tema della guerra sul fronte dolomitico – ritorno

ore     20.30  cena

Visione di spezzoni di documentari di guerra – discussione in gruppo

 II°GIORNO:  Venerdì

ore     7.00 colazione

ore     8.00 trasferimento in pulmann sino a Misurina (m.1756)

ore     8.30 I itinerario: trekking sulle trincee del Monte Piana (m.2323)

                   visita agli avamposti italiani e austriaci

ore    14.00 pranzo al sacco – ritorno e giro a Misurina

ore    17.30 ritorno alla colonia alpina – merenda

ore    19.00 attività di gruppo

                   discussione di gruppo e analisi dei conflitti,  “diamo voce ai conflitti”.

                   discussione in gruppo della esperienza condotta

ore    20.30 cena

                    momento di svago

III° GIORNO:  Sabato

ore      7.00 colazione

ore      8.00 trasferimento in pulmann sino al passo Falzarego (m.2105)

ore      9.00 II itinerario: trekking sulle gallerie del Lagazuoi (m.2835)

discesa per le gallerie del Lagazuoi, su sentiero ferrato  e visita al museo delle gallerie

ore    14.30 pranzo al sacco – ritorno visita Cortina D’Ampezzo

         (Museo della Grande Guerra)

ore    17.30 ritorno alla colonia alpina – merenda

ore    19.00 attività di gruppo

discussione in gruppo e analisi dei conflitti, “trovare le soluzioni   possibili”

discussione in gruppo della esperienza condotta

ore    20.30 cena

                   momento di svago

IV° GIORNO:  Domenica

ore      7.00 colazione – preparazione bagagli

ore      8.00 trasferimento in pulmann sino al Rifugio Auronzo (m.2330)  

ore     9.00 III itinerario: trekking al Rifugio Lavaredo (m. 2344) visita alla forcella                    Lavaredo (m. 2454) nel Parco delle Dolomiti di Sesto, vista delle Tre    

                   Cime

ore     15.00 conclusione della esperienza – saluti

ore     17.00 partenza

 

N.B. : si fa presente che il programma potrebbe subire alcune variazioni a causa del  cambiamento improvviso delle condizioni metereologiche, sempre possibili in ambiente dolomitico. Eventuali variazioni al programma saranno concordate con i responsabili del progetto.