Penso a Colori

Just another Wordpress.com weblog

Proposta per la giornata della memoria (27 gennaio 2009) Ottobre 31, 2008

Archiviato in: 1 — pensoacolori @ 6:13 am

Pubblico sul blog una proposta per le celebrazioni della Giornata della memoria, che cade ogni anno nel mese di gennaio.

Con un gruppo di attori stiamo approfondendo la lettura integrale del libro di Frankl, il fondatore della logoterapia per presentare una possibile iniziativa di alto valore civile nel segno della memoria dell’olocausto.

 

Proposta di lettura integrale, attraverso maratona letteraria, del libro: “ Uno psicologo nei lager” di Viktor Emil Frankl.

 

 

Uno psicologo nei lager è il resoconto dell’esperienza vissuta nei campi di concentramento da Viktor Emil Frankl, il padre della logoterapia o analisi esistenziale.

Logoterapia letteralmente vuol dire terapia del significato della vita (logos= senso,significato).

Il termine, coniato da Frankl per designare la teoria psicologica ed esistenziale da lui elaborata,  intende definire l’approccio terapeutico centrato sul significato, sui valori della esistenza. Sostiene che la ricerca di significato è un aspetto primario del nostro essere.

la Logoterapia è stata definita la terza scuola viennese di psicoterapia, cronologicamente successiva alla psicanalisi di S. Freud e alla psicologia individuale di A. Adler.

Rispetto a queste due scuole, che puntano ad attingere alle profondità inconsce presenti nell’uomo, la Logoterapia tenta di cogliere anche le “altezze”, cioè i significati che attendono di essere realizzati nella vita delle persone.

Frankl afferma che ogni realtà ha un senso, e la vita non cessa mai di avere un significato.

Nella visione logoterapeutica ogni uomo è unico e irripetibile, ha dei compiti significativi che devono essere scoperti, e ai quali egli è chiamato a rispondere.

Aiutare la persona a scoprire il proprio senso della vita, a divenire conscia della sua dignità e della sua libertà, ad accettare le sue responsabilità, a trovare ed attualizzare i valori creativi, esperienziali e di atteggiamento, che rappresentano la distinzione dei valori coniata da Frankl: questo è lo scopo della logoterapia. La Logoterapia come approccio esistenziale è positivo ed ottimistico perché cerca di potenziare le risorse dell’uomo, l’approccio logoterapeutico può aiutare non solo nella terapia, ma anche nell’igiene mentale e nel lavoro di prevenzione e di promozione del benessere, aprendo l’uomo verso nuove prospettive esistenziali e verso nuovi orizzonti di vita.

 

La vita di V. E. Frankl.

Nacque a Vienna nel 1905. Dopo aver studiato medicina frequentò la clinica psichiatrica di Vienna conseguendo la specializzazione in Psichiatria.

Durante la seconda guerra mondiale, fu deportato in vari campi di concentramento. L’esperienza dei campi fu importante perché, nonostante la tragicità delle condizioni di vita, riuscì a trasformare quell’evento in un’applicazione pratica del suo metodo terapeutico, precedentemente impostato.

Nell’esperienza dei lager morirono i genitori, un fratello e la giovane moglie.

Fu liberato nel 1945 e raccontò le sue esperienze nel testo che rappresenta in parte il fondamento della Logoterapia: “Uno psicologo nel lager”.

Frankl ha scritto 29 libri, ha tenuto conferenze nelle più importanti università europee ed americane, ha legato il proprio nome a questo orientamento della psicologia moderna, definito da lui stesso logoterapia o analisi esistenziale.

Il merito di aver introdotto il pensiero di Frankl in Italia, sia come teoria sia come pratica spetta a Tullio Bazzi che, nel 1949, pubblicò un contributo alla conoscenza della Logoterapia nel libro “Le psiconevrosi”.

Nel 1953 furono pubblicati i testi fondamentali: “Logoterapia ed analisi esistenziale” e “Psicoterapia nella pratica medica”.

Quelli dal ’53 al ’62 sono anni nei quali non compaiono testi o traduzioni in italiano di studi sulla Logoterapia. Nel 1962 esce “Teoria e terapia delle Nevrosi” e solo nel 1967 si ha la traduzione italiana di “Uno psicologo nel lager”.

 Il risveglio vero, che presentò tutti i caratteri di una scoperta, si ebbe nel 1970, in occasione di una conferenza che Frankl tenne a Roma, presso la sede della residenza universitaria internazionale, sul tema: “psichiatria e volontà di significato”.

Negli anni seguenti si moltiplicarono gli scritti scientifici e divulgativi sulla Logoterapia, relativi alle problematiche esistenziali in prospettiva personale e comunitaria.

Nel 1974 l’editore Rizzoli pubblicò il primo tentativo di sistemazione organica della logoterapia, per opera di E. Fizzotti, investito dallo stesso Frankl come “… l’unico italiano che è stato formato in logoterapia dallo stesso fondatore della Logoterapia”.

Negli anni ’80 furono organizzati presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma alcuni seminari di formazione, con la partecipazione del prof. Frankl, che costituirono un forte impulso per la riscoperta della Logoterapia in Italia.

Frankl è morto nel 1997, all’età di 92 anni.

Una volta ebbe a dire di se stesso:  “…un uomo che ha trovato il significato della sua vita, nell’aiutare le persone a trovare nella loro vita un significato.”

 

UNO PSICOLOGO NEI LAGER: ed. ARES MILANO.

Il libro ha venduto milioni di copie e continua ad essere letto a motivo della sua testimonianza diretta nella descrizione della vita nei lager.

Frankl parla non da osservatore distaccato di un resoconto, ma descrive la vita del lager vista dall’interno, la descrizione della esperienza attraverso gli occhi di un internato medio, il numero 119.104.

Questo libro è stato dichiarato per quatto volte libro dell’anno dalle università degli Stati Uniti.

La maratona letteraria ha una durata di circa 5 ore.

 

Se qualcuno fosse interessato all’iniziativa può contattarmi. Si dovrà prevedere la richiesta delle autorizzazioni editoriali ed il pagamento dei diritti Siae per le inizative di recital letterario. 

 

 

Se l’educazione è un costo, quanto costa l’ignoranza? Ottobre 30, 2008

Archiviato in: 1 — pensoacolori @ 7:03 am

Il taglio sulla scuola, decretato dal governo, attraverso il decreto Gelmini, toglie risorse economiche, ma nel linguaggio burocratico ciò vuol dire chiudere e/o accorpare scuole, classi, mandare a casa, attraverso il non rinnovo del contratto 87 mila precari tra insegnanti e personale ATA, con un consistente risparmio per le casse dello Stato. 

Se l’istruzione è un costo, quanto costa l’ignoranza? Il costo sociale dell’ignoranza è molto più alto.

A conti fatti, non ce la possiamo permettere.  Un paese che decide di stornare risorse dalla formazione delle giovani generazioni, e magari aumenta lo stanziamento delle spese per le missioni all’estero, è un paese che corre dritto verso il proprio disfacimento, si taglia le gambe da solo.

Ma domandiamoci: a chi interessa oggi in Italia il futuro dei giovani? Non sono tutti affannati a mantenere il proprio status quo?

Ben vengano le manifestazioni di piazza, occorre tornare a fare sentire la propria voce e riscoprire la partecipazione civile, il confronto democratico. Ma occorre stare molto attenti alle strumentalizzazioni, alle possibili ideologizzazioni che servono a far fallire il confronto trasformandolo in scontro, uso della forza, legittimazione della violenza.

Un’opposizione democratica ha oggi il dovere di difendere gli studenti, gli insegnanti ed i genitori che scendono in piazza, per esercitare il diritto sacrosanto alla contestazione e alla protesta.

Amiamo questo paese, riscopriamo l’indignazione di fronte alle scelte scellerate di questo governo.

 

Atmosfere familiari Ottobre 29, 2008

Archiviato in: 1 — pensoacolori @ 1:22 pm

Durante l’infanzia dei nostri figli noi prepariamo la loro adolescenza.

A questo proposito è utile fare riferimento allo schema proposto da Fitz-Simons, fondato sull’uso combinato di due scale di valutazione bipolari.

                                                                       DOMINANZA                     

                                 RIFIUTO                                                              ACCETTAZIONE

                                                                    SOTTOMISSIONE

La scala disposta orizzontalmente comprende tutte le gradazioni che vanno da un atteggiamento di piena accettazione del figlio da parte dei genitori, ad un atteggiamento di netto rifuto. L’altra scala comprende le gradazioni che vanno da un atteggiamento di forte dominanza nei confronti del figlio da parte dei genitori ad un atteggiamento di piena sottomissione ai suoi desideri.

Ora , vi possono essere varie possibilità di atmosfere familiari a seconda se l’atteggiamento dei genitori è maggiormente spostato verso posizioni dominanti-rifiuto, dominanti-accettazione, rifiuto-sottomissione, accettazione-sottomissione.

Ogni epoca ha la sua atmosfera familiare ed ogni epoca necessita di un certo intervento educativo, per parafrasare Frankl.

Nella nostra epoca la categoria accettazione-sottomissione determina il guaio peggiore nei confronti degli adolescenti in quanto si manifesta il permissivismo, la mancanza delle regole, la mancanza del senso di rispetto che ogni adulto dovrebbe invece pretendere dai propri figli.

 

Dipendenze affettive Ottobre 28, 2008

Archiviato in: 1 — pensoacolori @ 12:59 pm

“La dipendenza affettiva affonda la propria origine nel passato affettivo e relazionale ed in particolare nel rapporto instaurato durante l’infanzia con i genitori. Probabilmente questi ultimi hanno lasciato insoddisfatti i bisogni infantili costringendo i bambini, i cui bisogni di amore rimanevano inappagati, ad adattarsi imparando a limitare i loro bisogni. Questo processo di limitazione può portare al formarsi di pensieri del tipo: “I miei bisogni non hanno importanza” o ” non sono degno di essere voluto bene”.  Da adulti, questi bambini non amati, dipendono dagli altri per quanto concerne il proprio benessere psico-fisico e la soluzione dei loro problemi. Vivono nella paura di essere rifiutati, scappano dal dolore, non hanno fiducia nelle loro capacità e si giudicano persone non degne d’amore.”. (Bridges et al., 2004).

Quando mi è arrivata la mail di Risoamaro  (http://pensoacolori.wordpress.com/2008/02/23/risoamaro/ ), non credevo ai miei occhi, soprattutto ho gioito per lei. Sta molto meglio, sta modificando una situazione veramente difficile, soprattutto perchè ci sta riuscendo con le sue forze e la vicinanza di un sostegno affettivo importante.

Mi ha inviato un resoconto della sua riflessione personale legata a quanto nel tempo andava scoprendo dentro di lei. Mi ha colpito il riferimento alle dipendenze affettive, la love addiction o droga d’amore, o anche intossicazione d’amore.

Non avevo mai accostato il termine droga all’amore, e il significato di addiction (dipendenza) a questo atteggiamento dell’anima.

Buon cammino, Risoamaro.

 

Padre Nostro Ottobre 27, 2008

Archiviato in: 1 — pensoacolori @ 6:23 am

Padre nostro, che sei nei cieli, nei misteriosi spazi infiniti dell’eternità, dove ci hai pensati prima di darci la libertà della nostra esistenza, e che sei anche sulla terra, poichè ci hai fatti a tua immagine e somiglianza, e sei in noi come nelle persone che incontriamo ogni giorno, felici od incerte, desiderose di una parola amica, bisognose di una speranza, di un sorriso, anche tu vedi le ingiustizie quotidiane perpetrate dai potenti di turno nei confronti degli umili e dei puri di cuore, il tuo silenzio induce a pensare alla potenza della tua giustizia finale, sia santificato il tuo nome  e i nomi di ogni essere vivente, dei piccoli bimbi che dormono protetti nelle braccia delle mamme e dei papà, e dei vecchi abbandonati negli ospizi, venga il tuo regno, il regno della realizzazione piena, la felicità pura, quando ogni valore, significato saranno perfettamente realizzati e non vi saranno più colpevoli distanze tra reale e desiderio, sia fatta la tua volontà, l’intenzionalità del bene che vince nella storia dell’uomo, ma che deve essere perseguita con determinazione e non è facile essere determinati, fermi nella volontà, che non è un muscolo, cioè non ha forza, ma è un atteggiamento e dunque ha la libertà di essere scelta o meno, come in cielo così in terra dacci oggi il nostro pane quotidiano che vuol dire in realtà dacci il nostro sforzo quotidiano per la nostra quotidiana sopravvivenza, così da crescere un po’ per volta, spostando ogni giorno più in là il nostro limite, e quotidianamente possiamo attingere insieme alle persone che conosciamo al pane della condivisione, rimetti a noi i nostri debiti, il debito che una intera società malata, viziata, moralmente colpevole, sta accumulando nei confronti delle giovani generazioni, dei poveri, degli sfruttati emarginati, togliendo loro la speranza di un futuro vivibile come noi l’abbiamo sperimentato, attraverso i sogni e le idealità che abbiamo cercato di realizzare fin’ora nella nostra vita, come noi li rimettiamo ai nostri debitori  e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male, il male che è dentro la nostra storia, ma che possiamo combattere, vincere, evitare di commettere seguendo la nosta coscienza e i nostri valori che in ogni situazione ci indicano la strada.

Amen