Pubblico sul blog una proposta per le celebrazioni della Giornata della memoria, che cade ogni anno nel mese di gennaio.
Con un gruppo di attori stiamo approfondendo la lettura integrale del libro di Frankl, il fondatore della logoterapia per presentare una possibile iniziativa di alto valore civile nel segno della memoria dell’olocausto.
Proposta di lettura integrale, attraverso maratona letteraria, del libro: “ Uno psicologo nei lager” di Viktor Emil Frankl.
Uno psicologo nei lager è il resoconto dell’esperienza vissuta nei campi di concentramento da Viktor Emil Frankl, il padre della logoterapia o analisi esistenziale.
Logoterapia letteralmente vuol dire terapia del significato della vita (logos= senso,significato).
Il termine, coniato da Frankl per designare la teoria psicologica ed esistenziale da lui elaborata, intende definire l’approccio terapeutico centrato sul significato, sui valori della esistenza. Sostiene che la ricerca di significato è un aspetto primario del nostro essere.
la Logoterapia è stata definita la terza scuola viennese di psicoterapia, cronologicamente successiva alla psicanalisi di S. Freud e alla psicologia individuale di A. Adler.
Rispetto a queste due scuole, che puntano ad attingere alle profondità inconsce presenti nell’uomo, la Logoterapia tenta di cogliere anche le “altezze”, cioè i significati che attendono di essere realizzati nella vita delle persone.
Frankl afferma che ogni realtà ha un senso, e la vita non cessa mai di avere un significato.
Nella visione logoterapeutica ogni uomo è unico e irripetibile, ha dei compiti significativi che devono essere scoperti, e ai quali egli è chiamato a rispondere.
Aiutare la persona a scoprire il proprio senso della vita, a divenire conscia della sua dignità e della sua libertà, ad accettare le sue responsabilità, a trovare ed attualizzare i valori creativi, esperienziali e di atteggiamento, che rappresentano la distinzione dei valori coniata da Frankl: questo è lo scopo della logoterapia. La Logoterapia come approccio esistenziale è positivo ed ottimistico perché cerca di potenziare le risorse dell’uomo, l’approccio logoterapeutico può aiutare non solo nella terapia, ma anche nell’igiene mentale e nel lavoro di prevenzione e di promozione del benessere, aprendo l’uomo verso nuove prospettive esistenziali e verso nuovi orizzonti di vita.
La vita di V. E. Frankl.
Nacque a Vienna nel 1905. Dopo aver studiato medicina frequentò la clinica psichiatrica di Vienna conseguendo la specializzazione in Psichiatria.
Durante la seconda guerra mondiale, fu deportato in vari campi di concentramento. L’esperienza dei campi fu importante perché, nonostante la tragicità delle condizioni di vita, riuscì a trasformare quell’evento in un’applicazione pratica del suo metodo terapeutico, precedentemente impostato.
Nell’esperienza dei lager morirono i genitori, un fratello e la giovane moglie.
Fu liberato nel 1945 e raccontò le sue esperienze nel testo che rappresenta in parte il fondamento della Logoterapia: “Uno psicologo nel lager”.
Frankl ha scritto 29 libri, ha tenuto conferenze nelle più importanti università europee ed americane, ha legato il proprio nome a questo orientamento della psicologia moderna, definito da lui stesso logoterapia o analisi esistenziale.
Il merito di aver introdotto il pensiero di Frankl in Italia, sia come teoria sia come pratica spetta a Tullio Bazzi che, nel 1949, pubblicò un contributo alla conoscenza della Logoterapia nel libro “Le psiconevrosi”.
Nel 1953 furono pubblicati i testi fondamentali: “Logoterapia ed analisi esistenziale” e “Psicoterapia nella pratica medica”.
Quelli dal ’53 al ’62 sono anni nei quali non compaiono testi o traduzioni in italiano di studi sulla Logoterapia. Nel 1962 esce “Teoria e terapia delle Nevrosi” e solo nel 1967 si ha la traduzione italiana di “Uno psicologo nel lager”.
Il risveglio vero, che presentò tutti i caratteri di una scoperta, si ebbe nel 1970, in occasione di una conferenza che Frankl tenne a Roma, presso la sede della residenza universitaria internazionale, sul tema: “psichiatria e volontà di significato”.
Negli anni seguenti si moltiplicarono gli scritti scientifici e divulgativi sulla Logoterapia, relativi alle problematiche esistenziali in prospettiva personale e comunitaria.
Nel 1974 l’editore Rizzoli pubblicò il primo tentativo di sistemazione organica della logoterapia, per opera di E. Fizzotti, investito dallo stesso Frankl come “… l’unico italiano che è stato formato in logoterapia dallo stesso fondatore della Logoterapia”.
Negli anni ’80 furono organizzati presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma alcuni seminari di formazione, con la partecipazione del prof. Frankl, che costituirono un forte impulso per la riscoperta della Logoterapia in Italia.
Frankl è morto nel 1997, all’età di 92 anni.
Una volta ebbe a dire di se stesso: “…un uomo che ha trovato il significato della sua vita, nell’aiutare le persone a trovare nella loro vita un significato.”
UNO PSICOLOGO NEI LAGER: ed. ARES MILANO.
Il libro ha venduto milioni di copie e continua ad essere letto a motivo della sua testimonianza diretta nella descrizione della vita nei lager.
Frankl parla non da osservatore distaccato di un resoconto, ma descrive la vita del lager vista dall’interno, la descrizione della esperienza attraverso gli occhi di un internato medio, il numero 119.104.
Questo libro è stato dichiarato per quatto volte libro dell’anno dalle università degli Stati Uniti.
La maratona letteraria ha una durata di circa 5 ore.
Se qualcuno fosse interessato all’iniziativa può contattarmi. Si dovrà prevedere la richiesta delle autorizzazioni editoriali ed il pagamento dei diritti Siae per le inizative di recital letterario.