Penso a Colori

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Un altro mondo è possibile, forza giovani! Gennaio 20, 2009

Archiviato in: 1 — pensoacolori @ 12:57 pm

“Ma lassù vedo già una luce splendere,  e dall’ovest fino all’est forse un giorno arriverà da te. Come per magia ancora l’allegria nei nostri cuori tornerà, e un nuovo mondo sta nascendo già, nel segno di quel mondo che verrà…”

(S. Cammariere)

Inizia l’era Obama, una nuova alba all’orizzonte.

Inutile dire che si attendono grandi cambiamenti dopo che il primo afroamericano entrerà alla Casa Bianca.

Le speranze di tanta gente sono riposte nel nuovo corso americano. La potente democrazia d’oltreoceano per la prima volta, decide di spazzar via ogni questione razziale, e nomina un rappresentante della middle class.

Cambiamenti epocali si attendono anche sui temi della pace, per il nuovo corso che si intende dare ai rapporti con l’Iran. Ne vedremo di cambiamenti, gli americani hanno deciso di dare fiducia ad un uomo di 47 anni. 47!

Prendiamo esempio cari politici nostrani.

Ma perchè’ non andate tutti a casa, indistintamente da destra a sinistra, senza tanti giri di parole, razionalizzazioni sull’esperienza maturata e sulla conoscenza del settore.

Avete fatto morire l’autentico spirito della politica, quella vera. Siete tutti colpevoli, indistintamente.

Forza Obama e spazio ai giovani.

 

Impotenza Gennaio 4, 2009

Archiviato in: 1 — pensoacolori @ 11:10 pm

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“In questi giorni due bambini sono morti di paura – racconta il parroco di Gaza, monsignor Manawel Musallam – uno dopo aver visto bombardare una casa, aveva 12 anni, l’altra ne aveva 16, era in casa, ha sentito arerei sganciare missili. Sono morti di spavento. La situazione per loro qui è infernale”. (dal sito della Repubblica, 4.01.09).

Questa è una delle notizie che mai avrei voluto leggere. Eppure – fanno bene i media a ricordarcelo – in ogni guerra vi sono vittime civili ed alla fine del conflitto, sono la maggioranza dei morti. Tre le vittime, una quota considerevole è rappresentata dai casi come quello descritto dal parroco di Gaza. Questa guerra non fà eccezione

Quello che mi fa più male in questi giorni di vacanza e di “festa”, è l’impotenza con cui mi confronto nel quotidiano, rispetto a ciò che si può fare per aiutare le vittime disperate ed anche loro impotenti del conflitto israelo-palestinese.