“I cani randagi questa mattina mi hanno sbranato una gattina.
Era nata qui si chiamava Condoleeza, nome che gli aveva dato Valter Marcone ed era dolcissima.
Insieme a Giorgio V e Mamma gatta era la nostra mascotte.
Ho chiamato l’assistenza per i diritti degli animali per proteggerli e sono venuti con la gabbietta, ho provato a mettere Mamma gatta dentro, ma Valter non ha più voluto. Piuttosto che una gabbia è meglio il rischio ha detto. Giorgio V dormiva beato sulla mia sedia. Come posso farli vivere in gabbia loro che hanno così tanto spazio verde a disposizione?
Succede anche questo a L’Aquila.
Dopo il terremoto orde di cani randagi che prima avevano i pasti a Collemaggio, si aggirano affamati per le tende e sono pericolosi. Alle 4 di notte, mi ero alzata e li avevo visti fuggire, almeno 15 inferociti, dal gazebo che avevano montato qui dietro alla mia tenda. Ho rischiato brutto anche io.
Terribile per me e per Valter aver saputo che la mia povera gattina non è riuscita a mettersi in salvo.
Anche questo succede…”.
paola
Paola è la dr.ssa Paola Durastante, dirigente del Centro per la giustizia Minorile per l’Abruzzo, le Marche e il Molise. Come i suoi colleghi, Paola attualmente vive in una tenda messa a disposizione della Protezione civile delle Marche.
Il racconto di Paola sembra quasi la metafora di ciò che sta effettivamente accadendo sul palcoscenico del terremoto. Orde di cani randagi si stanno riversando sui poveri cristi che hanno perso tutto, fagocitando e divorando (calpestando aggiungo io) ogni rimasuglio di dignità umana. Coloro che stanno soffrendo per la perdita dei propri cari, delle proprie cose rischiano di subire lo stesso trattamento della povera gattina Condoleeza. Non facciamoci ingannare dal finto buonismo, non dimentichiamo i terremotati, ma trattiamoli con dignità. Non usiamoli per altri fini.