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Ultima lezione Luglio 31, 2009

Archiviato in: 1 — pensoacolori @ 5:07 pm

Il documento che pubblico è ripreso dal blog di Beppe Grillo, quindi se lo volete vedere potete cliccare sul suo blog. E’ la testimonianza di vita di un professore universitario americano della Pennsylvania, la sua ultima lezione:: una lezione nel vero senso della parola. Io stesso, dopo aver pianto, l’ho fatto vedere ai miei figli.

DAL BLOG DI GRILLO
“Un anno fa, il 25 luglio 2008, moriva Randy Pausch, professore di informatica alla Carnegie Mellon University. Era padre di tre figli. La sua ultima testimonianza è stata “the Last Lecture”, il discorso che si tiene prima di morire, se si sa di dover morire. Che discorso terremo ai nostri figli quando dovremo lasciarli? Che cosa lasceremo loro in eredità? La voce di Randy in questo pantano che è l’Italia di oggi, sembra una voce del Grande Spirito.

Testo dell’ultima lezione:

Se c’è un elefante nella stanza, è meglio presentarlo
Vivere i sogni dell’infanzia
L’importanza di avere buoni genitori
Divertiti e mostra gratitudine

Se c’è un elefante nella stanza, è meglio presentarlo

“Vi parlerò di una conferenza che ho tenuto a settembre. Nell’Università di Carnegie Mellon, c’è una tradizione accademica chiamata “Last Lecture”: se ipoteticamente sapessi che stai per morire e dovessi tenere un’ultima conferenza, cosa diresti ai tuoi studenti? Per me la cosa non è ipotetica. C’è un elefante nella stanza: avevo sconfitto un cancro al pancreas, ma ora è tornato dopo operazioni, chemioterapia, radiazioni. I medici mi hanno detto che non c’è più niente da fare e che ho solo qualche mese di vita.
Queste sono le mie T.A.C. e mostrano che il cancro pancreatico si è espanso al fegato con una decina di tumori. A me questo non piace. Io ho tre bambini piccoli, sia chiaro: mi fa schifo. Ma non posso fare niente per evitare il fatto che morirò. Sto seguendo i trattamenti medici, ma so benissimo come andrà a finire questo film. E non posso controllare le parti della storia solo movendo le mani.
Se non vi sembro abbastanza triste per la mia situazione, me ne scuso. Ma ho deciso di non essere oggetto di pietà. Infatti anche se sto per morire presto, sono molto forte fisicamente. Probabilmente più forte della maggior parte delle persone che sono in questa sala.

Vivere i sogni dell’infanzia

Quindi oggi non parleremo della morte, parleremo della vita e di come viverla. Nello specifico, di sogni d’infanzia e come fare per realizzarli. Posso dire di aver avuto un’infanzia felicissima. Riguardando gli album fotografici devo dire che non sono riuscito a trovare una foto in cui non stessi ridendo. Ho avuto un’infanzia veramente felice. Io sognavo, sognavo sempre. Era un tempo facile per sognare. Quando tu accendi la TV e vedi degli uomini atterrare sulla Luna, tutto è possibile, e non dovremmo mai perdere questo spirito.
Quali erano i miei sogni da bambino? Giocare nella NFL, la Lega Nazionale di Footbal. Questo è uno di quei sogni che ho realizzato. Ed è importante farlo notare perché anche se non riesci a realizzare un sogno, puoi ottenere molto tentando di realizzarlo. C’è un detto che adoro: “L’esperienza è quella che ottieni, quando non ottieni quello che desideri”.
Giocai in una lega per molto tempo. Avevo un grande allenatore, Jim Gram. Era un allenatore alla vecchia maniera, e mentre ci allenavamo mi rimproverava per tutto il tempo: Così per tutte le due ore. E alla fine di un allenamento, uno dei suoi assistenti mi disse: “Coach Gram è molto duro con te!” io dissi. ““. Mi disse: “Quando fai un lavoro fatto male e nessuno te lo dice, vuol dire che si sono arresi con te; quando qualcuno continua a correggerti per due ore, lo fa perché ci tiene che tu lo faccia meglio“.
Il prossimo sogno è “Walt Disney Imagineering”. Quando avevo otto anni, la mia famiglia mi portò a Disneyland, in California. Fu un’esperienza incredibile: le passeggiate, gli show, le attrazioni. Mi dissi: “Wow, mi piacerebbe costruire cose del genere quando sarò grande!“. Così mi laureai e cercai di fare parte del gruppo di persone che crea la magia. Quello che ottenni fu un’amabile lettera di rifiuto. Guardo questa lettera tutt’ora, dà una tale ispirazione! Queste cose passano, lavorai duro e diventai un giovane ingegnere di ricerca visuale nella mia facoltà. Questo sono io. Sviluppai le abilità che erano valide per Disney, e trovai l’opportunità di lavorare lì e far parte del gruppo di immaginaria dove lavorammo nella “Passeggiata sul tappeto magico di Aladino”. Mi portò via più di quindici anni per farlo e moltissimi tentativi. Imparai che quando un muro si presenta sul nostro cammino è per una ragione; non è lì per impedirci di fare qualcosa, ma perché noi possiamo mostrare quanto vogliamo quella cosa.

L’importanza di avere buoni genitori

Quali sogni volete realizzare? Ve ne suggerisco uno: avere buoni genitori! Io ho dei grandi genitori. Questa è mia madre nel suo settantesimo compleanno. Io sono quello sulla macchina blu e sono appena stato doppiato. Questo è mio padre nel giorno del suo ottantesimo compleanno. Viveva sempre con un sentimento di felicità, sempre. La felicità è un sentimento che dovrebbe mai andarsene.
Mio papà: che uomo incredibile! Ha fatto la Seconda Guerra Mondiale, fece parte della Grande Generazione. Tristemente mio padre è morto un anno fa, e fu quando mia madre frugò nelle sue cose che scoprì che durante la Seconda Guerra Mondiale ricevette una medaglia di bronzo al valore. In cinquant’anni di matrimonio, non la mostrò mai. E’ un grande messaggio di umiltà che ho potuto imparare da mio padre.
Ora mia mamma: le madri sono quelle persone che ti amano anche quando le tiri i capelli. Questo è il tipo di relazione che ho avuto con mia madre. E parlando di umiltà, lei era sempre li a mantenere in ordine. Quando mi stavo laureando a scuola, avevo esami veramente duri. E me ne stavo a casa preoccupandomi di quanto dure fossero le prove per il dottorato. Mia madre mi diceva: “Sappiamo come ti senti. Ricorda solo che alla tua età tuo padre stava combattendo contro i tedeschi nella Seconda Guerra Mondiale!“. Il giorno in cui mi laureai era molto orgogliosa, e mia mamma mi presentava a tutti dicendo: “Questo è mio figlio! È un dottore, ma non di quelli che aiutano la gente”. Probabilmente una delle cose più importanti che i miei genitori fecero, fu che mi lasciarono dipingere le pareti della mia camera da letto. Un giorno dissi loro che volevo dipingere le cose sulle pareti e loro dissero: “Ok!”. Dipinsi una nave spaziale; vivevamo in un ranch e misi un ascensore per vedere dove mi avrebbe portato; potete vedere che fossi un secchione, misi un’equazione quadratica. Ma la cosa grande fu che me la lasciarono fare. Pensarono che lasciare che io esprimessi la mia creatività fosse più importante di avere una parete pulita. Fui davvero benedetto ad avere genitori che la pensassero così. I miei genitori mi insegnarono a rispettare le persone più delle cose. Quando comprai la mia auto ero molto emozionato, brillava incredibilmente. Questi sono i miei nipoti Christopher e Lara. Ogni mese li portavo via per un week-end per dare respiro a mia sorella e suo marito. E prima di salire sulla mia auto nuova mia sorella continuava a dirgli: “Questa è l’auto nuova dello zio Randy. Mi raccomando, non sporcatela, ecc.“. E loro scoppiarono a ridere, perché nel frattempo io alle sue spalle avevo aperto una lattina e la stavo rovesciando incurante sui sedili posteriori. Lei corse verso di me gridandomi: “Cosa stai facendo?!” Le dissi: “È una ‘cosa’, soltanto una ‘cosa’“. Ne fui molto orgoglioso perché alla fine della settimana mentre stavamo tornando a casa, mio nipote si sentì male e vomitò tutto sui sedili posteriori della mia auto; e non mi importa quanto valore potesse avere una cosa pulita e brillante, perché non è paragonabile a quanto mi sono sentito bene sapendo di non aver fatto sentire in colpa un bambino di otto anni solo perché aveva il raffreddore.

Divertiti e mostra gratitudine

Il prossimo: è meglio che tu decida presto di essere “Tiger” o “Igor”. Tiger è energetico, ottimista, curioso, entusiasta e si diverte; e mai, mai sottovalutare l’importanza di divertirsi! Io sto per morire presto, e ho deciso di divertirmi oggi, domani e ogni altro giorno che mi rimane.
Se vuoi realizzare i tuoi sogni, è meglio che giochi onestamente con gli altri. Un consiglio che è difficile seguire è dire la verità. Seconda cosa: quando sbagli chiedi scusa! Una buona scusa è formata da tre parti: “Mi dispiace“; “Era colpa mia“, “Cosa posso fare per rimediare“? La maggior parte della gente salta le terza parte; è da questo che puoi capire chi è sincero. L’ultima cosa è che tutti abbiamo persone o cose che non ci piacciono. Io non ho mai incontrato persone che sono totalmente cattive. Se aspetti a sufficienza, ti mostrano il loro lato buono. Non puoi affrettare la cosa, ma puoi essere paziente.
Mostra la gratitudine: quando raggiunsi i dieci anni come membro della facoltà, avevo ragazzi nel mio laboratorio di ricerca e li portai una settimana a Disneyworld a mie spese. I miei colleghi mi dissero: “Ti sarà costato un sacco; perché l’hai fatto?“. Risposi: “Questi ragazzi hanno lavorato per me giorno e notti per anni e grazie a loro ho ottenuto il miglior lavoro della mia vita. Quindi, perché non avrei dovuto farlo?” La gratitudine è una cosa molto semplice e potente.
Ultima cosa: non credo che preoccuparsi di tutto risolva veramente i problemi. Questo è Jackie Robinson, il primo giocatore nero della Lega Maggiore, e nel suo contratto c’era scritto che non doveva lamentarsi se la gente gli sputava addosso. Non importa se sei Jackie Robinson, o uno come me che ha ancora pochi mesi da vivere. Puoi scegliere se sfruttare il tempo che ti rimane per energia e sforzo, o spenderlo preoccupandoti, o spenderlo giocando il gioco duro che probabilmente ti aiuterebbe di più.
Vi ho detto che questa era una parte della conferenza dell’Università, ed è importante perché ho tenuto questa conferenza. La conferenza non parla soltanto di come raggiungere i sogni d’infanzia. È molto più che questo, è come vivere la tua vita, perché se tu vivi la tua vita nella maniera corretta, i risultati si prenderanno cura di loro da soli. I sogni verranno da te. ”Se vivi adeguatamente i sogni verranno da te”.
Sarebbe bellissimo se qualche persona traesse beneficio da questa conferenza, ma la realtà è che io non ho tenuto questa conferenza per le quattrocento persone venute all’Università. Ho tenuto questa conferenza soltanto per tre persone, perché quando saranno grandi possano vederla. Grazie.” Randy Pausch

 

Una persona per bene Luglio 25, 2009

Archiviato in: 1 — pensoacolori @ 8:20 am

071820091889“… da tutto ciò possiamo apprendere che sulla terra esistono soltanto due razze umane, e solo queste due; la “razza” degli uomini per bene e quella dei “poco di buono”. Queste due razze sono diffuse ovunque, penetrano e s’infilano in tutti i gruppi. Nessun gruppo è composto esclusivamente da persone per bene o esclusivamente da poco di buono.”  (V. E. Frankl, Uno psicologo nei lager, ed. Ares p.144)

Sabato 18 luglio, di mattina presto ci mettiamo in macchina con altre famiglie di amici per ritornare a casa, dopo aver trascorso quindici giorni a Porto Cesareo, in Salento. L’autista del pulmino che ogni giorno ci ha accompagnato in spiaggia ci ha consigliato il tragitto Mesagne – Brindisi – Bari piuttosto che ritornare a Lecce e risalire; si guadagnano una trentina di chilometri. A Mesagne l’auto di una coppia di amici si ferma per un guasto: riusciamo a raggiungere un meccanico che troviamo lungo la strada. Fermiamo le altre due auto a cinquanta metri di distanza dall’officina, sulla stessa via.

Immediatamente appena scesi, veniamo apostrofati in malo modo da un signore che viene a dirci di non parcheggiare davanti casa sua perchè ha un commercio di frutta in casa. In effetti, davanti l’abitazione sul piccolo marciapiede, ci sono due cassette di legno con dentro alcune pesche. Sull’uscio di casa, c’è una signora che sta lì ad aspettare (sarà la venditrice delle pesche, penso!). Non ci invita, ci intima di toglierci da lì perchè non può vendere.

In realtà il motivo è altro, e lo scopriamo dopo essere andati a parcheggiare altrove. Hanno bisogno del posto per mettere le loro macchine, che improvvisamente appaiono e vengono parcheggiate dove eravamo noi.

La riparazione dell’auto è una cosa seria. Il meccanico fa presente che è sabato ed il pezzo di ricambio potrebbe non trovarsi. Lecce è distante diversi chilometri, la macchina non può raggiungere l’officina specializzata più vicina che si trova nella città salentina. Consiglia il mio amico di provare con Bari. Ci mettiamo al lavoro, proviamo a telefonare alla concessionaria di Bari che dista da Mesagne circa 11o chilometri. Hanno il pezzo, ma entro mezzogiorno occorre venire a prenderlo perchè dopo chiudono. Inizia la corsa contro il tempo. Partiamo con la mia auto, riusciamo ad essere a Bari quasi in tempo, grazie alla disponibilità del concessionario che ci attende, alle 12.15 siamo già sulla strada di ritorno. Ci siamo mantenuti in contatto telefonico con Mesagne. Le mogli ed i figli stanno bivaccando all’ombra lungo la strada dell’officina. Si è affacciata una signora che ha offerto dell’acqua. Il meccanico ci informa che va a mangiare, ma che appena terminato ci aspetta per il cambio del pezzo, la bobina del motore.

Arriviamo a Mesagne alle 14.30.

La mattina il meccanico aveva ricevuto una telefonata, mentre stava armeggiando sulla macchina del nostro amico.  Qualcuno lo aveva invitato ad una battuta di pesca per il pomeriggio: con nostro stupore,  aveva rinviato la decisione,  affermando che, probabilmente, sarebbe stato impegnato. 

Alle 14.45 il nostro amico meccanico è in officina. In 10 minuti il pezzo è cambiato, era proprio quello il danno che complicava il viaggio di ritorno a casa. Il motore torna a rombare, possiamo ripartire, non prima di aver ringraziato Luca, il meccanico con un applauso corale ed alcune foto consegnate alla storia.

Una persona per bene, non c’è che dire. 

Tanti ringraziamenti a Luca Santacesaria dell’Autofficina ESSELLEAUTO di Mesagne (BR) Via San Pancrazio, 74.

Una precisazione: Luca ci dice che vorrebbe andare a pesca il sabato pomeriggio, quindi non prendete l’abitudine di rompere le macchine a Mesagne nei week end.

 

Non voltiamoci dall’altra parte Luglio 24, 2009

Archiviato in: 1 — pensoacolori @ 6:18 am

Pur non aderendo al Partito Democratico,  faccio anch’io un appello rilanciando la lettera che stamani compare su il quotidiano La Repubblica a firma di alcuni iscritti al partito, tra cui Rita Borsellino e Sergio Cofferati.

La pubblico integralmente

Le cronache di questi giorni raccontano di un paese che non reagisce ai gravi comportamenti del presidente del Consiglio. Non esiste nessun paese al mondo che tolleri le menzogne dei propri governanti. Siamo un caso unico. Sono state davvero poche le voci che hanno cercato di non far passare il tempo per evitare che l’assuefazione addormenti la coscienza pubblica. Sì, in questo momento noi crediamo che occorra uno scatto d’orgoglio di tutti gli italiani che pensano che la menzogna sia un danno al paese e alla sua credibilità. Se Berlusconi sia un santo o no interessa davvero poco. Qui si parla di una questione politica e le domande che emergono impongono risposte non equivoche. Si può impunemente mentire al paese? Si è messa a rischio la sicurezza nazionale? Quanto si sono sovrapposti gli interessi privati alle funzioni pubbliche? Le questioni sono decisive. Riguardano la credibilità delle istituzioni  e l’autorevolezza della classe dirigente. Non è superfluo ricordare quanto impone l’articolo 54 della nostra Costituzione:” I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. Quello che emerge dalle inchieste giudiziarie non può essere considerato il fatto personale di un “utilizzatore finale”. Coinvolge tutti e non può essere accantonato dalla politica.  Soprattutto dal Partito Democratico. Ecco perchè invitiamo il nostro partito ad utilizzare le sue feste ed iniziative per rilanciare nel paese una profonda riflessione sui danni che sta provocando il Presidente del Consiglio. In questo momento tutti coloro che vogliono il bene del nostro paese, in qualsiasi formazione militino, devono trovare il coraggio di non girarsi dall’altra parte.

Condivido in pieno questa lettera. E’ da un po’ di giorni che le mie riflessioni con chi mi capita di parlare di politica, riguardano il fatto che in Italia non esiste più un’opinione pubblica in grado di difendere gli assalti alla democrazia e il rispetto delle istituzioni. Quelle istituzioni (compresa la presidenza del consiglio) in questo momento infangate dai comportamenti immorali di un uomo che ha seri problemi personali e che non è degno di ricoprire il ruolo che gli Italiani gli hanno conferito credendo alle sue parole esprimendogli la loro fiducia, in questo modo ripagata. Ma la misura è colma e molti si stanno rendendo conto chi è veramente Silvio Berlusconi.

 

Parzialità di un giudice Luglio 2, 2009

Archiviato in: 1 — pensoacolori @ 11:48 am

Pubblico un articolo del giornalista Aldo Schiamone de “La Repubblica” nel quale si evidenzia il grave atteggiamento di parzialità di un giudice della Corte Costituzionale che a breve dovrà giudicare la costituzionalità del cosiddetto “lodo Alfano”.

In un paese normale, il giudice si sarebbe già dimesso. Da noi, si mette pure a scrivere le lettere per giustificare la sua appartenenza. Vergogna.

Buona lettura

L’idea che ogni comportamento e ogni scelta personale di chi riveste funzioni pubbliche delicatissime debbano essere sottratti a qualunque obbligo – anche elementare – di opportunità, di misura e di riservatezza è semplicemente aberrante.
E rovescia nella sostanza delle cose – mentre pretende di applicarlo letteralmente – un caposaldo dell’etica liberale. Che questo modo di ragionare – dove si eleva l’anomia e l’arbitrio individuale a principio universale di condotta – sia quello di un giudice della Corte Costituzionale, se non arriva ancora a farci disperare del futuro del nostro diritto e della nostra Costituzione (c’è ben altro, per fortuna, alla Consulta), ci fa interrogare però con angoscia sul degrado del nostro discorso pubblico, e sul senso dello Stato che circola in ambienti giuridici e politici tutt’altro che marginali.
La lettera aperta che il giudice Mazzella ha scritto al presidente del Consiglio è un testo troppo meschino per essere veramente preoccupante dal punto di vista culturale: ci senti dentro un’aria di combriccole, di tavole imbandite, di domestiche fedeli e di chiacchiere, che nulla ha che fare con quello che dovrebbe essere lo spirito, il costume, lo stile mentale di un grande Servitore del diritto e della giustizia, quali che siano i suoi punti di riferimento ideali. I giudici costituzionali avrebbero da rispettare uno status, che qui risulta violato nella forma e nella sostanza. Non c’è nella lettera una sola parola che rimandi all’altissima funzione ricoperta da chi la scrive, e ai doveri che essa prescrive – doveri scritti e non scritti: nulla di nulla; un silenzio agghiacciante.
Il punto più grave è però un altro. Con questa lettera, il giudice Mazzella si colloca apertamente dal lato di una parte politica, di cui usa gli stessi argomenti, e dal cui fondo ideologico si rivela interamente catturato. A questo punto non ha importanza cosa si siano davvero detti nella cena con il presidente del Consiglio e con il ministro Alfano (anch’egli un suo vecchio amico, o convenuto alla bisogna?). Non ha importanza se abbiano o meno parlato di questo o di quell’argomento. Il giudice ora si è fatto parte – litem suam fecit, come si dice in quel latinetto che dovrebbe essergli familiare – e in un modo così clamoroso e intenzionale che sfiora la provocazione. E dunque non può giudicare in una contesa cruciale – il cosiddetto “lodo Alfano”, appunto – per quella parte che egli ha così spudoratamente deciso di abbracciare pubblicamente. Come sempre in questi casi, la questione privata diventa inevitabilmente pubblica, e la dismisura dei comportamenti personali si trasforma in violazione di principi giuridici fondamentali.
A questo punto, il minimo che si possa chiedere è che il giudice scelga di astenersi dal partecipare alle sedute in cui la Corte, in autunno, sarà chiamata a giudicare sulla costituzionalità delle norme che assicurano l’impunità alle più alte cariche dello Stato. Egli, per atti concludenti, si è già espresso in merito, e, come sa benissimo, questo è inammissibile. Non è più questione di amicizia con il premier. È il principio della terzietà del giudice, che è stato violato con la sua lettera. Se ne renda conto, e faccia quanto deve: quanto noi tutti ci aspettiamo da lui. È ancora in tempo.

 

Caro lettore, a che punto sei? Luglio 1, 2009

Archiviato in: 1 — pensoacolori @ 5:59 am

Ogni tanto vale la pena fermarsi a riflettere sul senso del nostro cammino esistenziale. Domandarci chi siamo…, dove andiamo…, domande alla quale la logoterapia aggiunge la seguente: cosa la vita ti chiama a realizzare ora, nel tuo presente? Cosa la vita attende da te e solo da te? Il senso poi non sta tanto nella domanda, ma nella capacità di risposta. L’uomo è l’essere chiamato a rispondere alle sollecitazioni che lo interpellano.

Come i marinai, quando sono in mezzo al mare, fanno il punto sulla loro posizione (impossibile in mare ogni tracciato, direbbe il buon Guccini) utilizzando i riferimenti degli astri, così noi ogni tanto facciamo il punto, utilizzando i riferimenti dei valori e della nostra coscienza.

” Sono convinto che sono tre le strade per arrivare a realizzare il senso della propria esistenza. La prima consiste nel fare qualcosa, nel lavorare, nel creare con la propria attività, nel compiere l’azione giusta. La seconda consiste nel vivere con intensità un’esperienza oppure nell’amare con profondità un’altra persona. La terza consiste nel prendere posizione di fronte ad una situazione molto dolorosa.” (in Giovani, vuoto esistenziale e ricerca di senso, a cura di E. Fizzotti e A. Gismondi, ed. Las Roma, pp.122)

Caro lettore/lettrice di questo blog,  dopo questa citazione di Frankl, mi viene da chiederti se senti che la tua vita si sta realizzando nel solco tracciato da te, o invece qualcun’altro o qualcosa ti condiziona.

A che punto sei arrivato/a nel percorso della tua vita?

Hai vissuto tutte e tre le esperienze descritte dal fondatore della logoterapia ed analisi esistenziale?  Ritieni che, per realizzare il senso della propria esistenza, vi siano altre esperienze importanti non menzionate nella affermazione di Frankl? Perchè non provi a raccontarle rispondendo a questo post?

Mi piacerebbe leggere storie di chi si confronta, seppur nella forma che ci concede la rete, raccontando di sè.