Ogni tanto vale la pena fermarsi a riflettere sul senso del nostro cammino esistenziale. Domandarci chi siamo…, dove andiamo…, domande alla quale la logoterapia aggiunge la seguente: cosa la vita ti chiama a realizzare ora, nel tuo presente? Cosa la vita attende da te e solo da te? Il senso poi non sta tanto nella domanda, ma nella capacità di risposta. L’uomo è l’essere chiamato a rispondere alle sollecitazioni che lo interpellano.
Come i marinai, quando sono in mezzo al mare, fanno il punto sulla loro posizione (impossibile in mare ogni tracciato, direbbe il buon Guccini) utilizzando i riferimenti degli astri, così noi ogni tanto facciamo il punto, utilizzando i riferimenti dei valori e della nostra coscienza.
” Sono convinto che sono tre le strade per arrivare a realizzare il senso della propria esistenza. La prima consiste nel fare qualcosa, nel lavorare, nel creare con la propria attività, nel compiere l’azione giusta. La seconda consiste nel vivere con intensità un’esperienza oppure nell’amare con profondità un’altra persona. La terza consiste nel prendere posizione di fronte ad una situazione molto dolorosa.” (in Giovani, vuoto esistenziale e ricerca di senso, a cura di E. Fizzotti e A. Gismondi, ed. Las Roma, pp.122)
Caro lettore/lettrice di questo blog, dopo questa citazione di Frankl, mi viene da chiederti se senti che la tua vita si sta realizzando nel solco tracciato da te, o invece qualcun’altro o qualcosa ti condiziona.
A che punto sei arrivato/a nel percorso della tua vita?
Hai vissuto tutte e tre le esperienze descritte dal fondatore della logoterapia ed analisi esistenziale? Ritieni che, per realizzare il senso della propria esistenza, vi siano altre esperienze importanti non menzionate nella affermazione di Frankl? Perchè non provi a raccontarle rispondendo a questo post?
Mi piacerebbe leggere storie di chi si confronta, seppur nella forma che ci concede la rete, raccontando di sè.