Alcuni giorni fa, le cronache dei giornali hanno parlato della prossima uscita della biografia di un famoso calciatore italiano.
All’interno del libro, si parla della depressione che l’avrebbe colpito qualche anno addietro, nel momento di massima celebrazione della sua carriera sportiva e del successo personale.
Questa notizia mi ha ricordato alcune riflessioni fatte da Frankl rispetto al successo. In seguito sono state riprese anche dalla prof. Lukas, allieva di Frankl.
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Vi sono atteggiamenti e modi di pensare comuni che possono determinare nevrosi collettive.
La logoterapia affronta tale tema, rilevando quattro situazioni che possono determinare nevrosi:
il primo è un atteggiamento provvisorio dinanzi alla vita: è il vivere alla giornata, in base a sensazioni e percezioni momentanee; la persona è orientata al piacere immediato, non pianifica o progetta, non si hanno responsabilità, si tende a rimandare (lo farò più tardi…), c’è un atteggiamento di inutilità rispetto alle responsabilità (non ne vale la pena…)
Le conseguenze di questo atteggiamento sono disastrose poiché le persone si ritrovano vuote, sono persone che facilmente vivono paure esagerate per l’invecchiamento, per l’avanzare della età, per la morte. Superare tale atteggiamento è possibile se si riconosce un compito, un significato da realizzare per la propria vita.
Il secondo riguarda il fatalismo: è l’atteggiamento per cui tutto è stabilito e destinato. La responsabilità è sempre di qualcun altro, anche in questo caso manca un senso di responsabilità. Nell’atteggiamento fatalista non vengono prese decisioni, perché il destino predetermina le risposte.
Il terzo atteggiamento riguarda il collettivismo: in questo caso le responsabilità non vengono assunte personalmente, ma sono scaricate nella massa, mai nel singolo. La mentalità collettivista fa riferimento ad un modo di pensare impersonale, per cui non esiste una responsabilità personale riconosciuta ed accettata. Nella massa non si distingue l’individuo, ma ci si perde e ci si confonde.
Il quarto ed ultimo atteggiamento è il fanatismo: il fanatico ignora l’altro che pensa diversamente.
Non ha una propria opinione, e comunque legittima ogni atteggiamento pur di raggiungere il suo scopo. Per il fanatico il fine giustifica i mezzi, in realtà ciò vuol dire ridurre lo scopo iniziale, fargli perdere di valore, perché viene considerato in base ai mezzi. Il fanatico può uscire dalla sua condizione solo se riesce ad ascoltare la propria coscienza, e tutti questi atteggiamenti presentano una mancanza di responsabilità.



