Penso a Colori

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Successo e frustrazione esistenziale Novembre 15, 2008

Archiviato in: Logoterapia — pensoacolori @ 7:46 am

Alcuni giorni fa, le cronache dei giornali hanno parlato della prossima uscita della biografia di un famoso calciatore italiano.

All’interno del libro, si parla della depressione che l’avrebbe colpito qualche anno addietro, nel momento di massima celebrazione della sua carriera sportiva e del successo personale.

Questa notizia mi ha ricordato alcune riflessioni fatte da Frankl rispetto al successo. In seguito sono state riprese anche dalla prof. Lukas, allieva di Frankl.

(Fare clik a lato  realizzazione-interiore-di-senso )

Vi sono atteggiamenti e modi di pensare comuni che possono determinare nevrosi collettive.

La logoterapia affronta tale tema, rilevando quattro situazioni che possono determinare nevrosi:

il primo è un atteggiamento provvisorio dinanzi alla vita: è il vivere alla giornata, in base a sensazioni e percezioni momentanee; la persona è orientata al piacere immediato, non pianifica o progetta, non si hanno responsabilità, si tende a rimandare (lo farò più tardi…), c’è un atteggiamento di inutilità rispetto alle responsabilità (non ne vale la pena…)

Le conseguenze di questo atteggiamento sono disastrose poiché le persone si ritrovano vuote, sono persone che facilmente vivono paure esagerate per l’invecchiamento, per l’avanzare della età, per la morte. Superare tale atteggiamento è possibile se si riconosce un compito, un significato da realizzare per la propria vita.

Il secondo riguarda il fatalismo: è l’atteggiamento per cui tutto è stabilito e destinato. La responsabilità è sempre di qualcun altro, anche in questo caso manca un senso di responsabilità. Nell’atteggiamento fatalista non vengono prese decisioni, perché il destino predetermina le risposte.

Il terzo atteggiamento riguarda il collettivismo: in questo caso le responsabilità non vengono assunte personalmente, ma sono scaricate nella massa, mai nel singolo. La mentalità collettivista fa riferimento ad un modo di pensare impersonale, per cui non esiste una responsabilità personale riconosciuta ed accettata. Nella massa non si distingue l’individuo, ma ci si perde e ci si confonde.

Il quarto ed ultimo atteggiamento è il fanatismo: il fanatico ignora l’altro che pensa diversamente.

Non ha una propria opinione, e comunque legittima ogni atteggiamento pur di raggiungere il suo scopo. Per il fanatico il fine giustifica i mezzi, in realtà ciò vuol dire ridurre lo scopo iniziale, fargli perdere di valore, perché viene considerato in base ai mezzi. Il fanatico può uscire dalla sua condizione solo se riesce ad ascoltare la propria coscienza, e tutti questi atteggiamenti presentano una mancanza di responsabilità.

 

 

Persone speciali Maggio 23, 2006

Archiviato in: Logoterapia — pensoacolori @ 5:25 am

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Siamo circondati da persone speciali, uniche nella loro individualità ed essenza. 

Una persona speciale è un balsamo che cura le nostre ferite e condivide con noi tratti della esistenza.

Ci fanno apprezzare il valore della amicizia autentica.

Un pensiero di gratitudine a tutte le persone speciali che mi circondano

 

Lo spirito di gruppo e l’arte della bicicletta Maggio 22, 2006

Archiviato in: Logoterapia — pensoacolori @ 6:05 am

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La forza non deriva dalle capacità fisiche, proviene da un’indomità volontà, associata al lavoro di squadra. L’importanza di essere gruppo permette di realizzare tutti gli obiettivi che ci prefiggiamo.

La gioia sta nella lotta, nel tentativo, nella sofferenza e fatica che essi comportano, non già nella vittoria in sé e per sé.

Nell’arte della bicicletta, forza singola e di gruppo, ma soprattutto sofferenza (tanta sofferenza e fatica), si mescolano, rendendo ogni vittoria, una conquista del gruppo e una gioia immensa per ognuno.

Ho imparato, mediante amare esperienze, una lezione suprema: a preservare la mia rabbia. E come il calore che non si disperde si converte in energia, così la nostra rabbia dominata, può trasformarsi in una forza capace di muovere il mondo.

 

Riflessione sulla morte Maggio 21, 2006

Archiviato in: Logoterapia — pensoacolori @ 6:28 am

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“Eknath Easwaran, un mistico indiano morto nel 1999, che per quarant’anni ha insegnato prima letteratura inglese poi meditazione all’Università di Berkeley, raccontava come sua nonna, che era stata la sua guida spirituale, gli aveva dato una semplice, ma importante lezione. 

Quando, ancora bambino, era rimasto colpito dalla morte di un familiare,  lei lo aveva fatto sedere su una grande sedia di legno e gli aveva detto di reggersi a quella con tutte le sue forze.

Lui s’era aggrappato ai braccioli, ma lei era riuscita lo stesso a strapparlo via.

Nel resistere lui aveva sentito male. 

La nonna gli aveva chiesto poi di sedersi di nuovo, ma questa volta senza fare alcuna resistenza.

Lei lo aveva allora tolto dalla sedia gentilmente, prendendolo in braccio. 

“ Così avviene con la morte.  Sta a te scegliere come vuoi andartene. Ricordatelo.” … Davvero uno strano mondo il nostro: abbiamo le levatrici che ci aiutano a nascere,  ma non abbiamo ormai più nessuno che ci aiuti, ci insegni a morire.” 

(T.Terzani, Un altro giro di giostra, pp.287)

Il libro di Terzani è uno dei più belli che ho avuto la fortuna di leggere sull’argomento.

 

Le parole dell’eternità Maggio 20, 2006

Archiviato in: Logoterapia — pensoacolori @ 5:24 am

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“Non chiedere di avere una salute perfetta, sarebbe avidità. Fai della sofferenza la tua medicina, e non aspettarti una strada senza ostacoli. Senza quel fuoco la tua luce si spegnerebbe. Usa della tempesta per liberarti.”

La citazione è ripresa dal libro “Un altro giro di giostra” di Tiziano Terzani. L’ha scritta un monaco zen coreano del secolo scorso.

Quando le parole sono verità attraversano intatte, mantenendo tutta la loro freschezza, il tempo dell’eternità.